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Un anno fa le Paralimpiadi di Londra, Zanardi: "Vedrete, i risultati verranno"

Fresco vincitore di tre ori ai mondiali, il campione di handbike ricorda l’avventura di dodici mesi fa: “Non contava tanto il risultato, quanto il nostro gesto atletico". "In Italia il volano è lento a innescarsi, ma sul lungo periodo avremo molti successi"

09 settembre 2013

boxBOLOGNA – “Alle Olimpiadi e Paralimpiadi di un anno fa a Londra si è parlato soprattutto di sport. Gli organizzatori avevano chiesto di non prestare attenzione al risultato, ma di concentrarsi sul gesto atletico, di immaginare gli sforzi che l’hanno costruito e perfezionato. Di pensare alla preparazione, al meccanismo che sta dietro, alla dinamica: di restare a bocca aperta davanti a ragazze senza braccia che nuotano veloci come squali, a uno come me che, senza gambe, va in bicicletta”. A ricordare le emozioni di dodici mesi fa è Alex Zanardi, fresco campione ai mondiali di ciclismo paralimpico in Canada: per lui tre ori, due individuali (nella cronometro e nella gara su strada) e uno a squadra con la staffetta. L’anno scorso era tornato da Londra con due ori e un argento, dopo i quali era stato scelto come portabandiera azzurro per la cerimonia di chiusura. La sua foto, scattata sull’asfalto di Brands Hatch, è diventata uno dei simboli dei Giochi paralimpici inglesi: un’edizione destinata a rimanere negli annali e che lo stesso presidente del Cip, Luca Pancalli, ricorda - in un’intervista a RS, l'agenzia giornalistica di Redattore Sociale - come un momento straordinario per lo sport azzurro, capace peraltro di migliorare ulteriormente e di porsi nuovi e più ambiziosi obiettivi, sia dal punto di vista agonistico che promozionale.

Zanardi, bolognese, oggi ha 47 anni. E ricorda i giorni gloriosi di Londra: “Un anno fa sono crollati un sacco di record, gli atleti erano tutti di altissimo livello. Ma sugli spalti, per strada, tutti erano concentrati a esaminare il gesto tecnico, sorpresi da quello che il corpo di una persona con disabilità è in grado di fare”. Le grandi prestazioni delle squadre paralimpiche azzurre degli ultimi anni, nel ciclismo e non solo, hanno fatto sì che l’attenzione mediatica si accendesse sempre più, ma i risultati, almeno in Italia, arrivano lentamente. “Il volano è lento a innescarsi – spiega Zanardi – i risultati si vedranno sul lungo periodo”. Una cosa è certa: grazie anche ai suoi successi, alcuni ragazzi disabili hanno imparato a conoscere una disciplina valida.

L’handbike, però, è uno sport ancora poco abbordabile, perché implica spese importanti. I mezzi, infatti, sono molto costosi. Al Cip, il Comitato italiano paralimpico, stanno lavorando per ridurre i costi e contribuire a sostenerli, in modo che nuovi atleti possano essere inseriti nel giro. Perché altri ragazzi possano sognare di diventare, un giorno, come Alex Zanardi. “Il ricordo più bello di Londra, è il momento subito dopo che ho tagliato il traguardo della gara in linea – racconta – Sono sceso dalla bici per incassare i complimenti e le incitazioni, poi mi sono chinato a baciare l’asfalto. Era caldo, ho riconosciuto il suo odore e mi ci sono perso dentro. Sarà durato una manciata di secondi, ma è bastata per vedermi scorrere davanti tutta la vita. L’asfalto dei go kart con papà con l’immancabile tuta da meccanico, quello delle vittorie negli Stati Uniti, quello dei circuiti di Formula1. Le delusioni e le soddisfazioni, fino all’incidente, tutte le tappe in successione. Pensare che nel 2009 ero semplicemente un ciclista della domenica”.

Da ciclista della domenica a campione del mondo: non male, per un atleta che ha già pronto il prossimo obiettivo: Rio2016. “Se questa carcassa tiene botta… – scherza – Darsi obbiettivi a lungo termine è utile, per potersi ripetere: io è lì che voglio arrivare. Per come sto adesso, non mi sembra faticoso andare in quella direzione. Perché io una cosa non la faccio per vincere, ma per divertirmi. A me l’handbike diverte. Quando non sarà più così e comincerò a sentire la fatica, non avrò problemi a dire basta: ci sono talmente tante cose che vorrei fare. Oggi mi manca il tempo…”. (ambra notari)

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Tag: Alex Zanardi, Sport, Luca Pancalli, Paralimpiadi 2012

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