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La sfida del “Corviale Urban Lab”, premiato come miglior festival emergente

Il riconoscimento al prestigioso Mei. Dal 2009 la manifestazione romana ha portato arte e cultura nella cuore del “Serpentone”, per combattere il degrado della periferia, coinvolgendo i giovani e la loro creatività. “Ma ora rischia di non avere futuro”

05 ottobre 2013

ROMA - Trasformare Corviale nel simbolo del riscatto culturale di tutte le periferie. In una Piazza delle Arti dove pittura, teatro, fotografia, danza, musica ed immagini underground si mescolano insieme per dare sbocco e voce a tutte quelle realtà giovanili indipendenti nate e cresciute nel quartiere e alle pulsioni artistiche del territorio. E’ questo l’intento di “Corviale Urban Lab”, Festival delle Arti Emergenti dell'attuale Municipio XI di Roma che dal 2009 ha portato eventi culturali e laboratori artistici urbani nel cuore partendo dal "Serpentone”, paradigma delle periferie difficili in Italia, per combattere degrado, delinquenza giovanile e bullismo.

Per il suo impegno sociale nel rilancio dello storico quartiere romano, alcuni giorni fa la manifestazione è stata premiata come Miglior Festival emergente, nel corso della nuova edizione del Mei 2.0 a Faenza, appuntamento dedicato alla musica indipendente promosso dal Mei, il Meeting degli indipendenti e dalla Rete dei Festival. “Un esempio di come Istituzioni e operatori culturali possano contribuire alla valorizzazione del territorio, promuovendo al contempo l’arte emergente a 360 gradi”, ha argomentato l’organizzazione in un comunicato stampa. A ricevere il premio è stato Alessio Conti, già Consigliere Delegato alle Politiche per i Giovani del XV Municipio e ideatore dell’evento insieme all’Ass. Procult, che ne ha curato la direzione artistica. “Una notizia che ci ha colto di sorpresa - ha detto Conti - accolta con grande soddisfazione. Sono tante le periferie assimilate a Corviale, dalle Vele di Scampia allo Zen di Palermo. Siamo partiti con l’obiettivo di trasformare uno stereotipo e partecipare alla costruzione di una nuova idea di città, usando l’arte e la cultura come leve per il cambiamento”.

Progettato da Mario Fiorentino negli anni ’70, il Nuovo Corviale si presenta come un immenso blocco di cemento armato lungo 958 metri, un unico grande edificio abitato da circa 8.000 persone distribuite su nove piani, due dei quali (il quarto e il quinto) concepiti in principio come botteghe artigianali e luoghi d'incontro, mai terminati e occupati da famiglie in emergenza abitativa. Per decenni ha versato in stato di completo abbandono, diventando nell’immaginario la Corviale criminale. “Negli ultimi 15 anni le cose sono cominciate a cambiare”, racconta Alessio Conti. “Proprio in questi giorni sta prendendo il via ad opera dell'Ater (Azienda territoriale per l'edilizia residenziale, già Iacp), attuale proprietaria del complesso, un piano di ristrutturazione. L'amministrazione locale nel tempo ha portato servizi pubblici, presidi culturali e punti d'incontro. Corviale Urban Lab è servito a dare una spinta ulteriore a questo processo, coinvolgendo i giovani e rendendoli protagonisti, di concerto con le realtà del territorio”.

Grazie alla sinergia nata con l’organizzazione dell’evento Martelive, dal 2010 il CUL ha ospitato le premiazioni dei Marte Awards che hanno attratto artisti da tutta Ia Penisola. “Lo scorso anno abbiamo trovato nel Forte Portuense, in disuso da 50 anni, un'altra straordinaria location, sulla quale abbiamo promosso nel 2009 e nel 2012 workshop internazionali di progettazione per immaginare nuovamente questi spazi con gli studenti delle Facoltà di Architettura dell’Università Roma Tre, dell’Università di Pescara e di Granada (Spagna)”, ribadisce Conti. Spin off del Festival altri numerosi laboratori. Dagli stage didattici nelle scuole di giocoleria all’Urban Museum Project, nato per contrastare il fenomeno dei muri vandalizzati delle scuole, che ha coinvolto writer locali nella rappresentazione di momenti importanti della storia locale, sino ai laboratori didattici con i bambini e gli abitanti del quartiere.

“Resta comunque ancora molto da fare, per sottrarre le nuove generazioni dai centri commerciali e dalle maglie della delinquenza”, sottolinea Alessio Conti. L’edizione 2013 del Corviale Urban Lab, prevista per il dicembre prossimo, rischia però di saltare e il progetto di non avere futuro.  “Abbiamo vinto il bando del Comune di Roma, ma i finanziamenti non ci sono”. E conclude: “Ci auguriamo che le Istituzioni continuino ad Investire in questo progetto e che questo possa diventare un format estendibile a tutta la periferia romana. CUL ha dimostrato nei fatti che questa è la strada giusta per rompere l’isolamento e che  il risanamento passa anche attraverso l'arte e la partecipazione”. (Loredana Menghi)

© Copyright Redattore Sociale

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