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Disabilità, corre la maratona con l'esoscheletro e batte il record mondiale

Manuela Migliaccio, 29enne napoletana, ha perso l’uso delle gambe dopo un incidente in Grecia, 4 anni fa. Grazie all'esoscheletro arrivato da Israele e sperimentato oggi anche in Italia, ha ripreso a camminare. Ieri ha percorso quasi 11 chilometri in 5 ore e mezzo

07 ottobre 2013

boxROMA – Quasi 11 chilometri in 5 ore e mezza: Manuela Migliaccio ha battuto il record mondiale, superando i 10 chilometri, ovvero un quarto di maratona, percorsi con ReWalk, l’esoscheletro pensato per chi ha gli arti inferiori paralizzati, ma può contare su un buon equilibrio del tronco. Manuela è nata a Napoli 29 anni fa: in Grecia, a 25 anni, ha perso l’uso delle gambe, dopo essere precipitata da una scogliera. Manuela però non aveva né l’età né il carattere per rassegnarsi a restare ferma: con tenacia e costanza si è sottoposta alle prime terapie riabilitative a Imola, riuscendo in un anno a conquistare una buona mobilità in sedia a ruote. Manuela, però, voleva rialzarsi in piedi: un’impresa che sarebbe stata quasi impossibile, se non fosse stato per ReWalk, l’esoscheletro arrivato da Israele e che, proprio in quegli anni, veniva sperimentato presso l’Ospedale Valduce “Villa Beretta”, in provincia di Lecco, grazie a un progetto di ricerca finanziato dall’Inail. Si tratta di un esoscheletro motorizzato che si indossa esternamente agli indumenti degli arti inferiori e che permette di mantenere la posizione eretta e camminare anche a chi ha subito una paralisi degli arti inferiori. 

Oggi, con il suo ReWalk, Manuela riesce a fare passeggiate di due-tre ore ogni giorno. L’anno scorso ha partecipato a una minimaratona di 6 chilometri, mentre poco più di due settimane fa ha vinto il campionato italiano di triathlon per persone in carrozzina. Ieri, a Lecco, ha fatto suo il primato mondiale: prima d’ora nessuno, nelle sue condizioni, era riuscito a percorrere più di 10 chilometri. E’ partita alle 7 e ha camminato per 5 ore e mezza da sola, arrivando al traguardo alle 12,30. Ha tanta strada ancora davanti: ora punta a diventare sempre più veloce. Difficile immaginare che qualcuno possa fermarla.

 

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