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Commissione diritti del Senato nei campi rom. “Un limbo inaccettabile”

Accompagnati dalla 21 luglio e dalla stampa, i senatori Francesco Palermo e Daniela Donno hanno visitato due strutture di accoglienza della capitale. Critiche le condizioni di vita riscontrate, nonostante gli ingenti fondi spesi dal comune: “Un paradosso assoluto”

22 ottobre 2013

ROMA – “Un vero e proprio limbo con condizioni di vita inaccettabili nel 2013”. Quella di ieri, per i senatori della Commissione diritti umani del Senato Daniela Donno (M5s) e Francesco Palermo (Gruppo per le autonomie) è stata una giornata difficile da dimenticare: nel pomeriggio, infatti, sono stati i protagonisti del blitz della Commissione in un centro “raccolta rom” e in un campo attrezzato della capitale, per accertarsi delle condizioni di vita della comunità rom. Una visita a sorpresa che ha permesso i senatori, accompagnati dall’associazione 21 luglio e dalla stampa, di rendersi conto in prima persona di quel che succede nei campi.

boxIl blitz nell’ex cartiera. La visita a sorpresa è partita dall’ex cartiera sulla via Salaria. Una struttura che ad oggi accoglie circa 380 persone, tra cui 200 minori. All’arrivo, però, ai senatori è stata chiesta l’autorizzazione ad entrare e c’è stato bisogno di una telefonata da parte del senatore Palermo all’assessore al Sostegno sociale e Sussidiarietà, Rita Cutini, per sbloccare la situazione. All’interno della struttura era evidente lo stato di abbandono, sporcizia nei luoghi comuni e nei servizi igienici. I rom ospitati nella struttura, destinata a questo scopo dal novembre 2009, vivono in capannoni in muratura dove sono state ricavate “stanze” a cielo aperto e con spifferi ovunque: circa 12 mq per 4 o 5 persone. All’interno una gran quantità di mosche e scarafaggi, fornetti accesi nei corridoi e posizionati a terra a poca distanza dai bambini, servizi igienici rotti, con gli scarichi che riversano l’acqua dei lavandini direttamente sul pavimento. All’esterno la situazione non è migliore. I bambini giocano tra i rifiuti, anche di attrezzature elettroniche, e a due passi da un centro di smistamento rifiuti della capitale, di cui si avverte distintamente l’olezzo.  “La struttura non risulta conforme ai criteri previsti dalla normativa – denuncia l’associazione 21 luglio – e dagli standard internazionali in materia di alloggio adeguato”. Eppure, spiega l’associazione, “la spesa annua stimata per la gestione della struttura è di 2,5 milioni di euro, con una spesa pro capite di circa 18 euro al giorno”.

boxIl limbo della Cesarina. Il tour dei due senatori ha fatto tappa anche in un’altra struttura della capitale dove risiedono i rom. Si tratta del “villaggio attrezzato” di via della Cesarina, dove risiedono circa 181 persone, di cui la metà bambini. Nel campo, i rom alloggiano in 40 tra container, roulotte e case mobili di circa 13 mq ciascuna. Contrariamente a quanto accaduto nell’ex cartiera, i senatori non hanno dovuto attendere autorizzazioni per visitare il campo. La struttura, tuttavia, è parsa immediatamente in pessime condizioni, con servizi carenti, bagni chimici o senza luce e acqua. “Gli abitanti sono costretti a pagare 50 euro al mese a container – spiega l’associazione –, senza che tale versamento sia previsto dal Comune e soprattutto senza fattura. I rom qui vivono in perenne stato di paura e ricatto”. Denuncia dell’associazione confermata dagli stessi rom ai due senatori. “Paghiamo 50 euro al mese – spiega un’abitante del campo – e se non lo facciamo ci staccano la corrente. Ho chiesto la ricevuta, ma niente. Sono andato al comune, anche dai carabinieri, ma non c’è stato nulla da fare”. Tuttavia, spiega la 21 luglio, anche in questo caso i costi a carico del comune non sono indifferenti. “Per la gestione del villaggio attrezzato di via della Cesarina è prevista una spesa annuale di 587 mila euro, pari da una spesa mensile di circa 1.300 euro a famiglia”.

Le reazioni dei senatori. “Abbiamo trovato situazioni allucinanti – racconta Parlermo al termine della visita -, anche peggio di come l’avevo immaginate. Ho visto campi rom in giro per l’Europa, ma a questo livello no. Ne ho visti diversi anche nell’Europa dell’est, in Moldova, in Albania, in Serbia, in Bosnia, Romania, ma così no. Soprattutto perché non c’è nessuna attenzione istituzionale, sono buttati lì in un limbo e lasciati là a se stessi. Almeno altrove c’è una parvenza di un intervento. La situazione è veramente disperante”. Per Daniela Donno, le condizioni di vita sono “assurde”. “Siamo nel 2013 e vediamo persone che vivono in queste condizioni – spiega -. Il comune di Roma spende un tot di euro al giorno per non dare tutti i servizi che occorrono a queste persone. Come a Cesarina, dove gli stessi abitanti del campo pagano 50 euro ad un privato che è il proprietario del terreno sul quale ci sono queste roulotte, è una cosa assurda. Queste persone sono al limite della disperazione, sono molto disagiate e a rischio malattie”. Per Palermo, le amministrazioni devono uscire allo scoperto e “invece di gestire l’emergenza in silenzio, bisognerebbe che facessero rete fra di loro e pressione in Parlamento affinché dia quella base giuridica minima per poter fare delle azioni che abbiano un senso. Altrimenti si buttano soldi per ottenere questi risultati. Sembra un paradosso assoluto: si spendono soldi per trovarsi in queste condizioni”.(ga)

 

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Tag: diritti umani, 21 luglio

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