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Incontrare Dio, una ricerca durata trent'anni: don Albanesi si racconta

Al Salone dell'editoria sociale, il 31 ottobre, la presentazione dell'autobiografia del presidente della Comunità di Capodarco "La finestra sulla strada" (Edizioni Ancora). L'autore: "È come scalare una montagna irta, alla fine ti si apre l’orizzonte e quel volto appare limpido, radioso, incoraggiante"

29 ottobre 2013

La copertina dell'ultimo libro

ROMA - Un “prete di strada”, libero, che vive la vita con curiosità e che ha incontrato molte storie di sofferenza. Così si racconta don Vinicio Albanesi, a 70 anni appena compiuti, nell’autobiografia La finestra sulla strada, edita da Ancora. L’autore presenterà il volume con Goffredo Fofi e Giulio Marcon giovedì 31 ottobre, alle ore 14.30, presso il Salone dell’editoria sociale, in via Galvani 108, nel quartiere romano di Testaccio.

Gli anni in seminario gli hanno insegnato a “non avere paura di chi incontri. Ho fatto fatica a incontrare Dio, ci ho messo trent’anni. Ho avuto dubbi, un mormorìo interiore, sofferenza, ma poi l’ho scoperto. È come scalare una montagna irta, alla fine ti si apre l’orizzonte e quel volto appare limpido, radioso, incoraggiante. È un Dio di relazione. Noi l’abbiamo fatto un Dio di verità e questo è il peccato del cattolicesimo illuminista. In questo papa Francesco ci dà consolazione perché sta rivoluzionando lo schema”.

Nell’impegno nel sociale come presidente della Comunità di Capodarco, “forza, sostegno e lezioni le ho tratte da tante persone che ho incontrato, che hanno quella che io chiamo ‘santità feriale’, che sanno lottare in silenzio”. E nella chiesa come parroco, insegnante di Diritto canonico e giudice del Tribunale ecclesiastico regionale delle Marche: “Il principio che mi ha guidato? La legge è per la creatura e non la creatura per la legge”.

É dedicata a “La grande mutazione” la quinta edizione del Salone dell’editoria sociale, l’iniziativa promossa dalle Edizioni dell’Asino, dalla rivista “Lo Straniero”, dalle associazioni Gli Asini e Lunaria, dall’agenzia giornalistica Redattore sociale e dalla Comunità di Capodarco. Più di 40 incontri, tra tavole rotonde, dibattiti, presentazioni di libri, video e concerti, promossi da altrettante case editrici e organizzazioni del terzo settore, ospitati negli spazi di Porta Futuro, a Roma, da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembre. Non un festival per perdersi nelle offerte di consumo culturale, ma uno strumento per orientarsi nelle trasformazioni che hanno investito il rapporto tra politica ed economia, cultura e società, etica e democrazia, dentro una cornice internazionale. Il programma completo a questo link: http://bit.ly/16drA2V

La Comunità di Capodarco è un’associazione senza fini di lucro formata da varie Comunità locali, dotate di propri organi direttivi, e da una Comunità generale avente sede a Capodarco di Fermo, nella storica villa ove venne fondata nel 1966 la prima Comunità. La Comunità nazionale di Capodarco è presieduta dal 1994 da don Vinicio Albanesi, alla guida di un consiglio composto dai presidenti delle comunità locali. A queste si aggiunge la Comunità internazionale di Capodarco, che ha invece la sua sede operativa presso la Comunità Capodarco di Roma.

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