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Cure domiciliari, si raccolgono le firme

Iniziativa della fondazione Promozione sociale: è la seconda petizione. Nel maggio scorso, consegnata la prima, sul finanziamento dei Lea: quasi 60 mila le adesioni. Ora il comitato promotore il riconoscimento del diritto di cura a domicilio, con l’integrazione tra servizi e “accuditore”

30 ottobre 2013

boxROMA – Finanziamento dei Lea e sostegno alle cure domiciliari: sono queste le finalità di due petizioni popolari nazionali promosse dalla fondazione Promozione sociale, che oggi torna a rilanciare con forza il proprio appello a Parlamento e Governo. La prima petizione, conclusasi nel maggio scorso con 25.538 firme di cittadini e 86 adesioni di personalità e organizzazioni pubbliche e private, è sul tavolo dei presidenti di Camera e Senato e dei ministri Lorenzin (Salute) e Giovannini (Lavoro e politiche sociali). Per la seconda petizione, invece, riguardante le cure domiciliari, la raccolta di firme andrà aventi per tutto il 2014. 

“Chiediamo alle organizzazioni e persone interessate – spiega il comitato promotore - di continuare a premere sul Parlamento e sul Governo al fine di ottenere l’emanazione di provvedimenti necessari per la piena e tempestiva attuazione del diritto alle cure sancito dai Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria a favore dei soggetti con disabilità intellettiva grave e gravissima, degli anziani malati cronici non autosufficienti, delle persone colpite dal morbo di Alzheimer o da altre forme di demenza senile, degli infermi con rilevanti disturbi psichiatrici e limitata o nulla autonomia e degli altri individui in analoghe condizioni, in totale oltre un milione di nostri concittadini” 

La definizione dei Livelli essenziali di assistenza è contenuta nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001. In base a questi, le persone con disabilità e non autosufficienti “hanno il diritto pienamente e immediatamente esigibile alle prestazioni residenziali in tutti i casi in cui, compresa la non disponibilità dei congiunti conviventi o non conviventi, non è possibile assicurarne la permanenza a domicilio. In merito si precisa che nessuno, nemmeno la persona interessata non autosufficiente, può obbligare i congiunti a svolgere compiti assegnati dalle leggi vigenti al Servizio sanitario nazionale e si ricorda che l’articolo 23 della Costituzione stabilisce che nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”. Se quindi lka legge prevede e precisa le condizioni e gli obblighi delle prestazioni residenziali all’interno delle strutture, più complicata è la situazione di chi scegli di restare a casa: “per gli interventi domiciliari – spiega il comitato promotore - vista la generica formulazione delle norme contenute nei Lea, c’è la necessità – tenuto anche conto delle forti resistenze frapposte dalle Asl – che sia approvata una legge nazionale in cui vengano precisate le occorrenti disposizioni (accesso al servizio, durata delle prestazioni, ecc.), nonché i relativi finanziamenti”. 

Lea. Per quanto riguarda la prima petizione, in questa si chiede “l’erogazione del necessario aumento del finanziamento del Fondo del Servizio sanitario nazionale, che deve assicurare prioritariamente gli interventi previsti dai Lea”, nonché la definizione di idonei stanziamenti annui a favore dei Comuni (Fondo per le non autosufficienze di cui all’articolo 1, comma 1264 della legge 296/2006) che devono integrare le quote alberghiere non corrisposte dagli assistiti”. 

Cure domiciliari. A partire dalla consapevolezza degli effetti positivi “ per le persone non autosufficienti curate e assistite a domicilio, fra l’altro con notevoli risparmi da parte delle Asl e dei Comuni”, si chiede innanzitutto “l’intervento domiciliare dei servizi socio-sanitari per fornire le occorrenti prestazioni mediche e infermieristiche e se necessario, anche quelle riabilitatrici”. In secondo luogo, si prevede “la libera disponibilità dei congiunti e dei soggetti terzi (da noi denominati ‘accuditori’) ad assicurare il necessario sostegno domiciliare; infine, si chiede “un adeguato rimborso forfettario delle spese vive sostenute dagli accuditori, in modo che essi non siano costretti, oltre al gratuito e stressante impegno, a sostenere anche oneri economici”. (cl)

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Tag: Lea, Cure domiciliari

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