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Manifesti anti alcol da tutto il mondo a Firenze

Esposizione di 70 foto scattate in giro per il pianeta a testimoniare come, parlando inglese o spagnolo, francese o tedesco, si cerchi di mettere in guardia soprattutto chi è giovane dai pericoli del consumo di alcol

30 ottobre 2013

boxFIRENZE - Una settantina di foto scattate in giro per il mondo per testimoniare come, parlando inglese o spagnolo, francese o tedesco, o in qualunque altra lingua, si cerchi di mettere in guardia soprattutto chi è giovane dai pericoli del consumo di alcol. Sono i manifesti delle campagne di sensibilizzazione messe a punto per suggerire stili di vita responsabili. Li hanno raccolti alcuni studenti degli Istituti superiori di Scandicci che, assieme agli operatori del servizio per le tossicodipendenze e l’associazione dei Club degli alcolisti in trattamento di Scandicci, hanno partecipato ad un progetto pluriennale di peer-education al cui termine hanno predisposto una mostra che resterà aperta nei locali dell’Istituto Russell-Newton da giovedì 31 ottobre fino a venerdì 29 novembre.

Manifesti anti alcol Firenze

Manifesti da tutto il mondo. Scaricati in massima parte da internet, i manifesti fanno vedere i tanti approcci con cui si è cercato di declinare questo bisogno di rendere consapevoli le persone quando entrano in un pub o si siedono ai tavolini di un bar: “Parla con tuo figlio, tu i rischi li conosci, lui nemmeno li immagina”, è lo slogan di un manifesto brasiliano dove le foto stracciate coi volti di tanti ragazzi sono gettate in un cestino della spazzatura. “Alza la testa, non il gomito” invita un manifesto svizzero e uno americano: “Pensa prima di bere”. Ci sono i manifesti che spiegano le errate valutazioni che si possono fare in preda all’alcol in materia sessuale: “Essere ubriaco non significa acconsentire”, spiega un poster inglese ricordando dove inizia la violenza. In Canada: “Non puoi servirti di lei solo perché l’aiuti a tornare a casa”. Messaggi forti, chiari, che spiegano che non dire no perché si è offuscati non vuol dire acconsentire e approfittarsene di quella confusione è sopruso. Molta attenzione è rivolta alla guida sicura: “Quando esci a divertirti chi ha il controllo? Tu o l’alcol?”, si legge su un manifesto spagnolo la cui immagine è scattata tristemente in mezzo a una strada.

Il manifesto turco. “Alkol varsa ben yokum”, recita in turco una scritta che significa: “Se c’è l’alcol io non ci sono”. “L’unico pieno che non ti fa andare lontano” si legge in italiano sotto l’indicatore del serbatoio in riserva con una bottiglia al posto della lancetta. Un intero capitolo del catalogo della mostra è dedicato a alcol e famiglia. Il messaggio principalmente promosso in questo campo è quello di parlare, di non temere la discussione. C’è un’immagine di tre adolescenti statunitensi che si abbracciano e sorridono: “Loro si dicono tutto, genitori parlate voi ai vostri figli di alcol”. Ci sono immagini choc e altre da cartone animato, grafiche elaborate degne del più sofisticato pubblicitario ed altre ‘casalinghe’ e più improvvisate. Il messaggio però è uniforme. Lo spiega il responsabile del Sert di Scandicci, Guido Guidoni, che mette in fila i 10 perché della mostra: Il primo: “Perché in Europa l’alcol è la prima causa di morte nei giovani tra i 15 e i 29 anni”. L’ultimo: “Perché è molto più importante chi sta intorno alla tavola di cosa c’è sopra”.

La mostra. Le immagini diventano un’esposizione fotografica. L’inaugurazione della mostra avverrà la mattina del 31 ottobre alla presenza del sindaco di Scandicci Simone Gheri, del presidente della Società della Salute della Zona Nord-ovest Caterina Conti, del direttore del Dipartimento delle dipendenze Paola Trotta, del responsabile del Ser.T. di Scandicci Guido Guidoni e dei ragazzi e degli operatori che hanno realizzato il progetto. Al termine del periodo di esposizione presso l’Istituto Russell-Newton, la mostra diventerà itinerante e potrà essere richiesta gratuitamente da tutti coloro che sono interessati ad ospitarla

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