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Hiv Cafè, lo stigma contro i sieropositivi si sconfigge al bar

Lanciato a Bruxelles nel 2012 dalla rete di Ong Rainbow House, che in Belgio si occupa di persone Lgbti, è aperto ad avventori sieropositivi e non, e vuole essere un luogo di confronto, di scambio di esperienze o semplicemente un posto dove si può bere un cocktail a un prezzo accettabile

08 novembre 2013

boxBRUXELLES - Si chiama Hiv Café, è aperto a Bruxelles tutte le ultime domeniche del mese dalle 16 alle 23, e vuole aiutare a cambiare l’immagine che la società ha delle persone sieropositive o con AIDS conclamato. Nel bar, lanciato nel 2012 dalla rete di ONG Rainbow House, che in Belgio si occupa di persone LGBTI, è aperto ad avventori sieropositivi e non, e vuole essere un luogo di confronto, di scambio di esperienze o semplicemente un posto dove si può bere un cocktail a un prezzo accettabile e accessibile.

François Massoz-Fouillien, uno degli ideatori del progetto, spiega: “L’idea a cui spesso si pensa quando si pronunciano le famigerate parole sieropositivo o AIDS non corrisponde più a quella che oggi è la realtà. Le persone sieropositive e le loro famiglie possono vivere una vita assolutamente normale, e il progetto del bar serve proprio a rinforzare un’immagine positiva di chi ha contratto l’HIV o ha la malattia conclamata. Noi adottiamo una strategia di prevenzione al contrario, se possiamo definirla così: non parliamo tanto della contraccezione, del preservativo e di cose simili, ma cerchiamo di sdrammatizzare la situazione e di concentrarci sulle persone”.

L’Hiv Café, insomma, è sì una piattaforma di lotta contro la malattia, ma soprattutto un punto di incontro aperto. Ogni mese vengono proposte ai clienti delle attività e sono presenti nel bar associazioni, medici, operatori dei servizi specializzati e rappresentanti di ospedali. A volte viene data la possibilità anche di fare dei test del sangue. Fra le attività proposte in passato, giochi di carte siero-friendly, rappresentazioni teatrali, proiezioni di film, analisi delle campagne mediatiche sulle persone con HIV e conferenze per sensibilizzare sulla non trasmissibilità del virus da parte di persone che si sottopongono ai corretti trattamenti. Il prossimo mese, previsti ospiti dalla Germania e dalla Spagna per parlare di siero fobia, ovvero la paura delle persone sieropositive, e per fare un workshop su HIV e art terapy. (maurizio molinari)

© Copyright Redattore Sociale

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