:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Mission, la scommessa della Rai. "L'intenzione è scuotere le coscienze"

Attesi due milioni di spettatori. Il direttore di RaiUno, Giancarlo Leone, non rivela i compensi dei vip coinvolti. E precisa: "La presenza dei personaggi noti non trasforma la trasmissione in uno spettacolo o un gioco, e soprattutto che non si tratta di un reality". E sulle polemiche: "Sono interne alle Ong"

03 dicembre 2013

ROMA - “Il direttore generale della Rai e i suoi collaboratori hanno visionato ieri sera la prima puntata di Mission, una visione non usuale che avrebbe potuto bloccare la messa in onda. Ma la trasmissione si farà”. Lo ha spiegato il direttore di RaiUno Giancarlo Leone, durante la conferenza stampa, organizzata questa mattina a Roma, del programma sui campi profughi che la rete ammiraglia trasmetterà domani in prima serata. box
 
Un programma per "Scuotere le coscienze". “E’ la prima volta che il dramma dei rifugiati  viene portato al grande pubblico. Per noi è stata una scommessa non facile, ma l’ intenzione era quella di scuotere coscienze, presentando a una grande platea queste persone che hanno bisogno di aiuto –aggiunge Leone -.  Per questo abbiamo scelto personaggi noti al pubblico televisivo, pensando di farli accompagnare da Unhcr e Intersos. Realtà importanti senza le quali non avremmo realizzato questo  progetto. Ma ci tengo a precisare che la presenza dei personaggi noti non trasforma la trasmissione in uno spettacolo o un gioco, e soprattutto che non si tratta di un reality. Sono dei film che facciamo vedere all’interno di un programma che contiene anche una parte di studio e dibattito”. 
 
Obiettivo: 3 milioni di spettatori. "Il programma non raccoglierà pubblicità per rispetto alle situazioni che raccontiamo. Speriamo che due o tre milioni di spettatori seguiranno Mission e che verranno  sensibilizzati attraverso il programma", aggiunge Leone. Il direttore di Rai Uno è poi intervenuto sulle polemiche che hanno accompagnato la genesi del programma. “Ci sono state molte polemiche a cui la Rai ha scelto di non partecipare, anche perché molte hanno superato la soglia della verità –afferma - .  La mia impressione è che il dibattito abbia riguardato il complesso e articolato mondo delle ong e la diversa visione di come si debba comunicare il tragico mondo di cui con dedizione e impegno si occupano. Ci dispiace, però che ci sia stato un accanimento sulla base di teoremi su ciò che nessuno ancora aveva visto. Ora l’ auspicio è che si passi ai fatti, e che anche chi ha criticato possa approvare un programma che è nato con lo scopo di accendere i riflettori su realtà sconosciute”. Il direttore generale ha poi deciso di non svelare i compensi dei vip coinvolti, ma ha puntualizzato che si tratta solo di rimborsi spese “che ognuno di loro autonomamente deciderà se devolvere o no in beneficenza. Ma bisogna anche uscire dall’ipocrisia di pensare che chi si occupa di queste realtà debba farlo gratuitamente”. (ec)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Intersos, Mission, Rai, Unhcr

Stampa Stampa