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Mondiali di calcio in Qatar, dai sindacati “cartellino rosso” alla Fifa

Il sindacato internazionale delle costruzioni denuncia le pessime condizioni di lavoro e gli abusi sui lavoratori immigrati, impiegati nella realizzazione delle strutture per i Mondiali di calcio del 2022. Pesenti (Filca-Csl): “La Fifa ha grandi responsabilità"

04 dicembre 2013

ROMA - Un cartellino rosso per la Fifa. Ad esibirlo i mille delegati del Congresso della Bwi (sindacato internazionale delle costruzioni) in corso a Bangkok, in Thailandia. Ai lavori è presente anche una delegazione della Filca-Cisl nazionale guidata dal segretario generale Domenico Pesenti, che è anche presidente della Federazione europea degli edili. “Chiediamo con forza lo stop agli abusi sui lavoratori immigrati per la costruzione delle strutture sportive per i Mondiali di calcio del 2022 in Qatar”, ha detto Pesenti nel corso del suo intervento. Ricordando come “nelle scorse settimane una delegazione della Bwi ha avuto l’occasione di visitare alcuni dei cantieri e degli alloggi dove giovani lavoratori provenienti prevalentemente da Nepal, India, Bangladesh e Filippine condividono situazioni e condizioni di vita veramente al limite della dignità umana, molto differente da quello che era stato loro promesso prima di giungere in Qatar. Su questo la Fifa ha una grande responsabilità, e dovrebbe esercitare più pressione sul governo nazionale affinché i lavoratori abbiano condizioni di lavoro e di vita più dignitosi”.

Per i campionati mondiali di calcio in Qatar e per il “Qatar National Vision”, in programma nel 2030, si stanno realizzando infrastrutture e lavori di urbanizzazione per i quali sono impiegati più di un milione di lavoratori, quasi tutti immigrati. In relazione ai Mondiali di calcio, il Paese, oltre al già pronto Khalifa International Stadium, si sta adoperando per la costruzione di altri 11 stadi sono inclusi nel progetto iniziale; di questi 9 completamente nuovi e 2 impianti già esistenti che saranno oggetto di ampliamento.

 

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