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Volontari dal naso rosso, i clown guariscono con la risata

Tecnica nata da un’idea di Angelo Paoli (1642-1720) e portata avanti dal dottor Hunter Adam, noto come Patch Adams. In Italia esistono diverse ong e onlus che si occupano di clownterapia. "L’umorismo è una parte necessaria del progetto di guarigione”

05 dicembre 2013

ROMA - In tutto il mondo, da nord a sud, dall’America all’Oceania, si celebra la Giornata internazionale del volontariato. Ricorrenza decretata dall’Onu il 5 dicembre del 1985. Oggi diverse ong, onlus e associazioni festeggiano la loro giornata con eventi e spettacoli, per non dimenticare che il volontariato è un motore di cambiamento nella società. box

Volontari con il naso rosso. “La risata che apre le labbra ed il cuore, essa mostra, allo stesso tempo, perle ed anima”, lo scriveva Victor Hugo. La frase esprime bene il concetto alla base della clownterapia o la terapia del ridere, un mix di tecniche psicologiche e teatrali, fondata su presupposti scientifico-antropologici, attraverso il corpo, la mente e l’anima. Questa tecnica è nata da un’idea di Angelo Paoli (1642-1720), sacerdote carmelitano italiano beatificato nel 2010 ed è stata portata avanti dal dottor Hunter Adam, noto come Patch Adams. In Italia esistono diverse ong e onlus che si occupano di clownterapia. 

“Non è solo altruismo, non è solo voler aiutare gli altri, voler essere buoni a tutti i costi, è anche, talvolta, puro e sano egoismo, voler capire se stessi e sentirsi bene. Perché nella solitudine non c’è condivisione, mentre nel volontariato sì, che sia condividere una divisa, condividere un progetto, condividere la sofferenza altrui, ci si sente insieme”, dice Giada Pieri,vice-governatore e volontario della Misericordia di Palazzuolo sul Senio, associazione che si occupa di servizi socio-sanitari raccontando la sua esperienza di clownterapia negli ospedali. 

“Passiamo per il corridoio salutando tutti ed iniziamo ad entrare nelle stanze, interagendo con i bambini e con i parenti, cercando di farli sentire più in un grande albergo che in un ospedale”,  racconta Selena, volontaria della Associazione Onlus “Cuore e Mani aperte verso chi soffre”. Il lavoro del clown si basa sul presupposto che per quanto grave possa essere la condizione clinica del bambino avrà sempre in sé un’essenza salubre, una parte dell’anima che può essere stimolata. “Se un solo individuo, una famiglia, un’organizzazione o una nazione soffre ed è nel dolore, l’umorismo è una parte necessaria del suo progetto di guarigione”.

Il volontariato nel mondo. Il primo rapporto sullo stato del volontariato nel mondo (Ievm) pubblicato dal programma dei Volontari delle Nazioni Unite (Unv) è stato presentato il 5 dicembre 2011 all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York e in altri 80 paesi del mondo.

Si stima che tra i 92 ei 94 milioni di adulti sono impegnati nel volontariato nell'Unione europea, pari a circa il 22% degli europei di oltre 15 anni, la maggioranza delle persone volontarie hanno una età compresa tra i 30 ei 50 anni.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha detto: "Il volontariato si basa sui valori di solidarietà e di fiducia reciproca e trascende tutte le barriere culturali, linguistiche e geografiche. Fornendo il loro tempo e competenze senza aspettarsi ricompensa materiale, i volontari si sentono soddisfatti, impregnati di uno straordinario senso di soddisfazione".

Il sondaggio mondiale Gallup (sondaggio d'opinione) ha rilevato che il 16 % degli adulti in tutto il mondo sono volontari. Il progetto di studio comparativo nel settore non profit dell’università Johns Hopkins ha stimato che tra il 1995 e il 2000, il numero totale di volontari hanno contribuito con organizzazioni di volontariato in 36 paesi: sono quindi equivalenti al nono paese più grande al mondo in termini di popolazione.

Inoltre, il progetto di studio comparativo ha stimato che, in termini economici, il contributo dei volontari in 36 paesi ogni anno ammonta a 4 miliardi di dollari americani. Questo ha rappresentato in media l’1,1% del Pil in questi paesi. Tuttavia, nei paesi in via di sviluppo e in transizione, il volontariato è pari allo 0,7% del Pil . Nei paesi sviluppati, il volontariato rappresenta il 2,7% del Pil. (itati paulina)

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