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Esoscheletro per camminare: ricerca e robotica in campo per la progettazione

Accordo tra Inail e Iit: al via il progetto per lo sviluppo di un esoscheletro per la deambulazione e di una protesi avanzata mano/polso. I due istituti metteranno a frutto le rispettive esperienze nel campo. Beneficiari non solo gli infortunati, ma anche l’industria italiana

12 dicembre 2013

boxROMA – Una nuova sinergia scientifica, per sviluppare tecnologie robotiche nel campo della riabilitazione e della protesica: è quella che prende vita ufficialmente oggi, con l’accordo di programma che consolida la collaborazione tra Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) e Iit (Istituto italiano di tecnologia), avviata già nel 2011. A siglare l’intesa, sono intervenuti i presidenti dei due istituti, Massimo de Felice e Gabriele Galateri. Erano presenti, tra gli altri, Giuseppe Lucibello, direttore generale dell’Inail, e Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Iit. 

 Obiettivo generale del progetto è ottimizzare l’impiego delle risorse umane e delle rispettive conoscenze in campo tecnico-scientifico, protesico e riabilitativo, che possano poi essere trasferite al sistema industriale per  la messa in produzione di dispositivi avanzati a costi competitivi e maggiormente sostenibili dal sistema sanitario e dai pazienti, allargando così il numero dei potenziali fruitori. Beneficiari dell’iniziativa saranno quindi non solo gli utenti, ma anche l’industria italiana nel settore protesico e riabilitativo. 

Due, in particolare, i progetti che saranno lanciati nell’ambito del programma. Il primo riguarda lo sviluppo di un esoscheletro innovativo (una struttura esterna in grado di potenziare le capacità fisiche di chi la indossa), a partire dall’esperienza dei due istituti. Il secondo progetto prevede invece lo studio di una mano poliarticolata e di un polso innovativo, in grado di interfacciarsi con le migliori tecnologie oggi disponibili. In generale, l’obiettivo è di progettare e realizzare dispositivi di più facile utilizzo, con un buon livello di affidabilità e prestazioni e un costo sostenibile per gli amputati e per il sistema del welfare,  differenziandosi così rispetto alle numerose mani poliarticolate  presenti oggi sul mercato. Modello di riferimento saranno le esperienze dei Centro Inail di Vigorso di Budrio e Volterra e dei laboratori di Iit. 

Nello specifico, i due progetti rientrano nel Piano di Ricerca 2013-2015 del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, che contribuirà con il proprio personale e le competenze scientifiche e cliniche maturate a diretto contatto con i pazienti, valorizzando anche la collaborazione già sperimentata nel Centro di Riabilitazione di Volterra. Il contributo di Iit,  oltre agli investimenti effettuati nella ricerca della robotica umanoide negli ultimi tre anni,  è anch’esso relativo alle risorse umane dedicate (tra cui anche 20 nuove assunzioni), ai servizi connessi alla gestione della proprietà intellettuale e del trasferimento tecnologico  e all’allestimento delle infrastrutture e dei macchinari necessari a realizzare una facility dedicata ai progetti. L’accordo triennale prevede un apporto di risorse da parte dei due istituti per un valore complessivo di 11,5 milioni di euro. Il coordinamento sarà affidato a Simone Ungaro, direttore Generale dell’Iit.

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