:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Donne vittime di violenza, una fotografa ritrae la loro voglia di vivere

Dopo l’aggressione subita da un’amica, Lidia Billings ha iniziato a ritrarre le sopravvissute: “All'interno della cultura contemporanea, questa conversazione critica è spesso ignorata o considerata troppo difficile da affrontare"

16 dicembre 2013

Rochester (NY), 2013. Foto di Lydia Billings
Violenza sulle donne - “Trigger Warning”

ROMA - La  fotografa Lydia Billings ha iniziato tre anni fa a ritrarre le vittime di aggressioni sessuali. Il punto di partenza è stato l'aggressione, nel 2010, della sua migliore amica, Rorie che è stata violentata nel campus universitario dove studiava. Dall’impotenza che Lydia ha sentito è nato  il progetto “Trigger Warning”. “L’idea - dice la fotografa - è quella di tessere una rete di aiuto reciproco a creare un dialogo tanto necessario sullo stupro e la sua prevalenza”. Anche  Rorie è impegnata nel progetto.

L’obiettivo di questa fotogallery è aiutare le vittime. "Un delitto che viene spesso ignorato o considerato troppo difficile da combattere, una epidemia sociale che causa un grande trauma individuale", sottolinea il quotidiano 20 minutos.  

Racconta Billings - in una intervista al blog Feature Shot - che prima di imbarcarsi in questo progetto ha cominciato a leggere di tutto su questo tema. Grazie all’aiuto della sua amica Rorie e al passaparola, ha cominciato a parlare e a fotografare i sopravvissuti di aggressioni sessuali, uomini e donne, giovani e vecchi. Solitamente fa le sessioni in due volte. In un primo momento parla con loro, senza la telecamera. Nella seconda organizza la sessione fotografica, tenendo in conto che le persone si sentano a loro agio. Non ci sono regole, "in tanti capiscono l’importanza di parlare di stupro e altri hanno difficoltà a farlo, ogni persona ha bisogno di un modello diverso", commenta la fotografa sul quotidiano 20 minutos.  

Ogni fotografia ha la sua legenda, è anonima, c’è qualcuna che mostra il luogo del delitto, altre sono le stesse vittime, che raccontano il loro disagio, la voglia di vivere e come si sentono. Billings  e Rorie stanno organizzando la mostra di foto e offrono sessioni informative in comunità, a scuola o nei centri delle donne. Vogliono donare un messaggio di speranza, offrono anche la possibilità per tutte le vittime di partecipare al progetto in questione. È possibile scrivere alla mail di Lydia Billings lydiabillings@gmail.com.

Guarda la fotogallery

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa