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''Giocabulando'', un parco nato dalla fantasia dei ragazzi disabili

Ideato, progettato ed edificato dai ragazzi disabili della cooperativa La Bula insieme all’Associazione culturale Pianeta Verde di Parma, ha coinvolto studenti e cittadini del territorio: uno spazio in cui tutti possono riconoscersi come autori e fruitori

03 gennaio 2014

boxPARMA – Quando un piccolo fiammifero diventa un fuoco molto grande: l’aforisma è di Massimiliano Colangelo di Pianeta Verde, il piccolo fiammifero è Giocabulando, un parco giochi creato mattoncino dopo mattoncino da persone così normali da essere un po’ speciali. Artefici del progetto, inaugurato lo scorso 28 settembre, la Cooperativa La Bula e l’associazione culturale Pianeta Verde, con il sostegno della Fondazione Cariparma, la ditta Jove e il Banco Emiliano Credito Cooperativo. Tutto nasce da un’idea di La Bula di qualche anno fa: quella di riqualificare l’area verde di Strada Quarta adiacente alla sede, completamente dismessa. Qualche gioco e voilà: lo spazio si è trasformato in punto privilegiato di integrazione e divertimento. Poi, con il passare del tempo, i giochi sono diventati obsoleti e il Comune – l’allora giunta Vignali – scelse di utilizzare una fetta dell’area per edificare una nuova mensa. “Divenne un cantiere, e noi non potevamo restare a guardare. Così decidemmo di cominciare una nuova avventura – spiega Fabio Amadei di La Bula – Potevamo chiedere aiuto al pubblico o al privato, ma abbiamo preferito fare una cosa à La Bula: abbiamo chiesto una mano a chi quel parco, poi, l’avrebbe vissuto”.

Il "mangia palloni"
Il "mangia palloni"

La Bula da più di trent’anni lavora con i ragazzi disabili e collabora con numerose scuole, come l’Istituto Comprensivo Albertelli Newton, che porta le classi in orario scolastico a fare laboratori di falegnameria in cooperativa. In cattedra, i ragazzi disabili che maneggiano ormai benissimo legno e chiodi. “Abbiamo spostato i laboratori nel parco. Ai partecipanti abbiamo chiesto di descrivere i giochi che avrebbero voluto: quelli, sono stati il nostro punto – e spunto – di partenza”. Ai ragazzi dell’Albertelli, poi, il compito di dare forma alle loro idee: dal modellino in scala allo studio delle dimensioni e dei materiali, sino alla creazione del gioco vero e proprio. Quattro i giochi realizzati sin qui da altrettanti gruppi di studenti guidati dai ragazzi disabili: un Tartascivolo (non ancora ultimato per ragioni metereologiche); un Raccontatoio; una Casa sull’Albero; un Mangiapalloni: “Il mangiapalloni è nato da un disegno di un bambino. Ora è un gioco a tutti gli effetti: è piaciuto così tanto che il Parma FC, durante la partita del centenario contro il Cagliari del 15 dicembre, ne ha voluti due con i colori della società: tutti – giocatori inclusi – hanno provato il nostro mostro mangiapalloni”. All’attivo anche un’importante collaborazione con il Liceo delle Scienze Umane che, per studiare il rapporto tra fiabe e bambini, ha scelto come luogo di lavoro il Raccontatoio, un vero e proprio teatrino che può ospitare fino a 25 persone: “La struttura del Raccontatoio ci è stata regalata dalla ditta Jove: inizialmente avrebbe dovuto farsene carico l’amministrazione ma, con il passare dei mesi, i fondi a noi destinati sono stati ridotti. Il passaggio tra una giunta – poi commissariata – e l’altra non è stato semplice, e ha allungato di molto i tempi”.

La Bula è sempre in movimento: esattamente un mese fa è stato inaugurata ‘Digitarlo’, una bottega digitale dedicata al recupero e alla digitalizzazione di vecchie foto, diapositive, vhs, negativi. “Come cooperativa, siamo molto attivi nella ricerca di un percorso lavorativo per i nostri ragazzi disabili ma, complice anche la crisi, negli ultimi tempi è stato particolarmente difficile”. Tutto è iniziato in un laboratorio interno, durante il quale i giovani hanno digitalizzato l’intero archivio della cooperativa – 33 anni di storia –: un successo, perché molti dei partecipanti sono nativi digitali e maneggiano con particolare disinvoltura le nuove tecnologie. “Abbiamo deciso di aprirci, grazie a un finanziamento di Cariparma”. ‘Digitarlo’ non è vicino alla sede di La Bula, proprio per sottolineare il suo essere ‘posto di lavoro’: conta 2 operatori e 5 disabili. “Sarà stato l’effetto Natale, ma stiamo facendo ottimi affari, tra filmini di matrimoni, prime comunioni, vacanze di tanti anni fa. Speriamo di continuare così, per riuscire a diventare cooperativa B, non profit ma dedicata all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate”. (ambra notari)

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