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Arance. Coop replica a Sos Rosarno: in prima linea contro lo sfruttamento

L’azienda precisa di non acquistare agrumi a Rosarno, ma in altre zone della Calabria “con grande attenzione agli aspetti etici e qualitativi della produzione”. E ricorda oltre 1.100 controlli effettuati sulla filiera per certificare il rispetto dei diritti umani

08 gennaio 2014

boxROMA - “Dalla zona di Rosarno la Coop non acquista clementine ed arance né a proprio marchio, né a marchio del produttore. Risultano quindi prive di fondamento le accuse riportate dall’ organizzazione Sos Rosarno”. Lo sottolinea in una nota la Coop, in riferimento all’intervista rilasciata a Redattore sociale da Arturo Lavorato, di Sos Rosarno, in vista delle manifestazioni contro lo sfruttamento dei lavoratori migranti stagionali, prevista per sabato davanti a diverse Coop di Roma, Milano, Firenze, Livorno e Bologna.

“La Coop acquista agrumi da altre zone della Calabria –precisa ancora la nota - con grande attenzione verso gli aspetti etici e  qualitativi delle produzioni, e a prezzi ben più alti di quanto segnalato nel suddetto comunicato. Il tema dello sfruttamento di migliaia di lavoratori stranieri, in gran parte clandestini, che vengono impegnati nelle campagne del sud per effettuare la raccolta stagionale di frutta e verdura,  è da anni alla nostra attenzione”.

La Coop sottolinea che il punto di partenza dell’azione dell’azienda per combattere sfruttamento e lavoro nero è stata la decisione nel 1998 di certificarsi secondo lo schema SA8000, impegnandosi affinché le produzioni a marchio Coop fossero realizzate nel rispetto dei diritti umani, il rispetto dei diritti dei lavoratori comprensivi dell’equo salario,  il rispetto della sicurezza e della salubrità sul posto di lavoro. “Questo implica che questi standard sono previsti nei capitolati di acquisto e negli anni Coop ha fatto effettuare oltre 1.100 ispezioni sulle proprie filiere per verificarne il rispetto – continua la nota - Anche sui prodotti non a proprio marchio, Coop pretende garanzie etiche ai propri fornitori.  A fronte di questi impegni nel 2010 Coop è stata giudicata la migliore catena distributiva in Europa per responsabilità sociale da parte di Consumers International, un’organizzazione che raggruppa oltre 220 associazioni di consumatori di 155 nazioni; nel 2013 anche Altroconsumo ha giudicato Coop di gran lunga la migliore catena distributiva in Italia per gli impegni etici. Siamo pertanto stupiti dall’iniziativa che, per evidenziare un così grave problema, punta il dito in modo strumentale, su chi questo problema lo sta combattendo concretamente, da anni, in prima linea”.

© Copyright Redattore Sociale

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