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Il servizio civile entra nello Youth Guarantee. Il nodo delle risorse

Nel Piano Italiano per la Garanzia Giovani, pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro, spazio al servizio civile come azione da proporre ai giovani. Palazzini (Cnesc): ''Un fatto importante''. Ma il documento non indica quanto sarà investito

11 gennaio 2014

ROMA - E’ stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro il Piano Italiano per la Garanzia Giovani (Youth Guarantee), inviato per l’approvazione a Bruxelles lo scorso 23 dicembre. A disposizione dell’Italia oltre 1,5 miliardi di euro per attività che favoriscano “l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro” che dovrebbero partire dal prossimo marzo. “Questa seconda versione – spiega il Ministero - integra quella già inviata a fine novembre e tiene conto dei commenti finora ricevuti da Bruxelles, nonché di ulteriori elementi definiti nelle scorse settimane grazie all'intensa collaborazione stabilita con i partner istituzionali nazionali e territoriali”.

BOXAll’interno del documento, nell’ambito della Youth Employment Initiative, viene citato espressamente il servizio civile. “E' un fatto importante (anche perché non era scontato) che per la prima volta si dedichi un paragrafo del documento espressamente al servizio civile”, ci dice Licio Palazzini, che in qualità di Vicepresidente Cnesc ha incontrato con altri enti il Ministro Giovannini prima di Natale e assieme a queste organizzazioni hanno inviato un documento al Ministro stesso proponendo il Scn come strumento attuativo. “Nel testo inoltre – prosegue – i riferimenti alla fascia di età (18-28 anni) e ai settori di impiego, sembrano richiamare abbastanza esplicitamente quanto prevede la normativa nazionale sul servizio civile, la 64/2001, e in questo senso potrebbe essere letto il riferimento a bandi anche regionali, anche se la questione forse non è ancora pienamente definita”.

Tuttavia per il vice presidente Cnesc rimangono sul campo alcune questioni aperte: “Sono circolate varie cifre nelle scorse settimane, ma, al contrario di altre attività, nel documento non si dice quanto si investirà nel servizio civile. Inoltre noi operatori del settore non sappiamo ancora bene cosa ci aspetterà, soprattutto per concorrere all’obiettivo della valutazione delle competenze, che è uno degli aspetti espressamente previsti dalla Garanzia Giovani. Quanti enti di servizio civile sono abilitati a farla e con quali modalità, che tengano conto anche della specificità del servizio civile nella formazione sia pratica che teorica? Non è una questione da poco, perché per essere impostata correttamente deve partire già dalla progettazione. Inoltre la definizione di un repertorio nazionale delle competenze (in aggiunta e sintesi di quelli regionali) faciliterebbe questo obiettivo.”

Palazzini segnala inoltre “che alcuni termini usati nel documento in merito al servizio civile sono nuovi anche per noi. Che però il servizio civile – aggiunge – possa essere uno delle azioni da proporre ai giovani, per la sua capacità di formazione e di preparazione al mondo del lavoro è innegabile, tanto che anche Francia e Belgio, che hanno proprie esperienze di servizio civile, lo stanno collegando con i rispettivi Piani nazionali e federali di attuazione della Youth Guarantee”. Infine, visto che per partecipare al Programma garanzia Giovani i giovani devono iscriversi, “c’è una necessità straordinaria di diffusione dell’informazione. Servirebbe un vero e proprio progetto di Scn, con i giovani che presentano il programma ad altri giovani e li motivano a partecipare” conclude il vice presidente della Cnesc.

“Per noi la presenza del servizio civile nel Piano della Garanzia Giovani è una vittoria – ci dice l’on. Francesca Bonomo (PD), componente della Commissione parlamentare Politiche dell'Unione europea -, anche se auspicavamo che ci fosse un’indicazione chiara delle cifre che saranno stanziate”. “Nel confronto con il Ministro Giovannini – aggiunge – ci è sembrato di capire che sia sua intenzione avviare dei bandi ad hoc, per i quali la nostra richiesta è stata che essi non snaturino l’identità del servizio civile, perché già così com’è funziona come esperienza formativa verso il mondo del lavoro, e che possano riguardare almeno 30mila giovani”. Per la deputata del Partito Democratico, promotrice in questi mesi di alcune iniziative sul servizio civile, è tempo di passare alla riforma dell’intero sistema. “La Garanzia Giovani dovrebbe entrare a regime tra fine marzo ed inizi aprile. Nel frattempo il nostro obiettivo nelle prossime settimane è di aprire come partito e come gruppo parlamentare un confronto ampio, con il coinvolgimento degli enti, sulla nuova legge sul servizio civile. Esistono già alcune proposte depositate in Parlamento, come quella della collega Serena Marini, occorre far ripartire quanto prima la discussione”, conclude l’on. Bonomo. (FSp)

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