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Kyenge, la Lega fa solo campagna elettorale. Il sostegno della Cei

La ministra, di nuovo sotto attacco dopo la rubrica della Padania, interviene alla presentazione della centesima giornata del Migrante. Il vescovo Montenegro: basta con i muscoli, l’immigrazione è inarrestabile; la legge Bossi-Fini è da cambiare

15 gennaio 2014

ROMA – Andare oltre la politica della paura e dell’emergenza, superare il clima di odio che si sta diffondendo, per mettere in piedi un vero sistema di accoglienza in grado di incidere anche sul cambiamento della mentalità dei cittadini. E’ questo l’appello lanciato dalla Cei in occasione della presentazione, oggi a Roma, della 100esima Giornata del migrante e del rifugiato, che si svolgerà domenica 19 gennaio. Un evento che cade in un clima politico particolarmente delicato, dopo la decisione del quotidiano La Padania di rendere pubblica l’agenda della ministra Cècile Kyenge. Un gesto da molti considerato una vera e propria “intimidazione” e che ha scatenato durissime polemiche.

boxAttesa alla presentazione della Giornata del migrante, la ministra Kyenge ha ribadito ai cronisti che azioni come quelle della Lega Nord non sono da sottovalutare, perché mettono a rischio l’intera democrazia. “Dobbiamo cominciare a pretendere il rispetto del ruolo che rivestiamo, del ruolo delle istituzioni e delle persone che ricoprono una carica importante, che devono comunicare messaggi positivi e avere anche un ruolo educativo” ha detto. Kyenge ha inoltre sottolineato senza mezzi termini che questa nuova provocazione della Lega Nord è solo un’azione di “propaganda”. “Stanno facendo campagna elettorale - spiega - attraverso strumenti democratici utilizzati in maniera sbagliata, per deviare il pensiero delle persone. Ma è ora che la politica si svegli: non possiamo perdere l’occasione di dire che l’Italia pretende molto di più”.

Un sostegno implicito all’azione della ministra è arrivato da monsignor Montenegro, vescovo di Agrigento e presidente della Fondazione Migrantes, che ha chiesto all’Italia di cambiare atteggiamento nei confronti dell’immigrazione, un fenomeno “inarrestabile come il vento”. “Bisogna andare oltre l’emergenza – ha detto - e guardare all'immigrazione come un fatto ordinario. Questo è un problema che non può essere affrontato più solo come una questione di muscoli e lavoro ma bisogna partire dall’integrazione”. Il presidente di Migrantes ha inoltre auspicato una revisione della Bossi-Fini, una legge impossibile ormai da mantenere così com’è, in favore di una normativa che aiuti a cambiare anche la mentalità delle persone. Parole queste che sono sembrate di supporto a Kyenge, sotto attacco per la sua persona e per il suo ruolo istituzionale.

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