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Piazza grande, il giornale dei "senza dimora" sbarca a Reggio Emilia

Il primo giornale di strada italiano, nato a Bologna 20 anni fa, uscirà a febbraio anche con un'edizione reggiana. Al progetto collaborano l'associazione Papa Giovanni XXIII, il csv Dar voce e il Forum terzo settore

24 gennaio 2014

BOLOGNA - Piazza Grande, il giornale di strada di Bologna, sbarca a Reggio Emilia. Nei giorni in cui celebra il ventennale della sua fondazione, quello che è stato il primo giornale di strada italiano annuncia l'uscita a febbraio del primo numero dell'edizione locale reggiana. I partner locali dell'associazione Amici di Piazza Grande, che edita il giornale, sono l'associazione Papa Giovanni XXIII, il centro servizi per il volontariato Dar voce e il Forum terzo settore.

boxAnche a Reggio Emilia, Piazza Grande proporrà il modello che ha consentito a tante persone senza dimora di avere un'opportunità di reddito ma anche un giornale che possa rappresentarli e affrontare temi vicini alla marginalità sociale. Le persone che vorranno impegnarsi nella sua diffusione riceveranno dieci copie gratuite e le proporranno in strada chiedendo un'offerta libera. Successivamente potranno impiegare il ricavato per acquistare altre copie presso la redazione al prezzo di 0,75 euro per rivenderle in strada sempre a offerta libera (il giornale non ha prezzo di copertina). In questo modo, i diffusori ricavano un reddito minimo e il giornale recupera fondi per la produzione del numero successivo.

“Per noi – ha spiegato Matteo Iori, presidente dell’associazione Papa Giovanni XXIII – è la prosecuzione di un lavoro iniziato già nel 2006 in collaborazione con Arci e coop La Quercia, per realizzare un giornale di strada anche a Reggio Emilia”. Leonardo Tancredi direttore di Piazza Grande Bologna, racconta: “Piazza Grande non è solo un giornale di strada. A Bologna nel corso dei suoi vent'anni di vita è diventata un'associazione che ha saputo intervenire sulle politiche cittadine rivolte alla povertà estrema modificandole nel senso di una maggiore partecipazione degli stessi soggetti marginali. Con questo approccio – continua Tancredi – a partire dal giornale sono nati laboratori volti all'inserimento socio-lavorativo di persone senza dimora, come l'officina meccanica BiciCentro, la sartoria e negozio di abiti usati La Leonarda, ma anche veri e proprio servizi come l'unità di strada, Servizio mobile di sostegno e, oggi, un'agenzia sociale per l'affitto che punta a favorire l'inserimento in appartamenti di persone in disagio sociale ed economico sfrattate o senza casa”.

Le colonne del giornale di strada saranno arricchite dai contributi speciali di firme del giornalismo reggiano e non, di scrittori e figure di spicco del panorama culturale. La redazione invece sarà composta da giornalisti volontari, studenti, operatori sociali con il coordinamento della redazione bolognese di Piazza Grande in collaborazione con tutti i partner reggiani. Riguardo alla linea editoriale, l'idea è quella di parlare di marginalità e esclusione sociale dando spazio alle storie personali, cercando punti di vista autorevoli ma non scontati e provando ad affrontare con diverse angolature temi come le nuove povertà, la precarietà del lavoro, la migrazione, il carcere, le varie forme della dipendenza, ma anche lo sfruttamento del territorio, il consumo sostenibile oppure le manifestazioni culturali e artistiche indipendenti.

Il giornale sarà mensile, le uscite previste sono 10 nel corso dell'anno, la foliazione di 16 pagine di cui la metà dedicata a una tema di interesse nazionale e le restanti dedicate a quanto avviene in città. La direzione editoriale del Piazza Grande reggiano è affidata a un nome autorevole del giornalismo cittadino, Liviana Iotti, mentre il direttore responsabile sarà Mauro Sarti, giornalista e docente alla facoltà di Scienze della Comunicazione di Bologna già coinvolto nella realizzazione del giornale di strada bolognese. Due i caporedattori: Laura Pasotti e Vincenzo Cavallarin del csv Dar voce. Nel comitato editoriale compaiono i nomi di Matteo Iori, Riccardo Faietti, Umberto Bedogni e Leonardo Tancredi. Per info: www.darvoce.it

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