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Crisi. Al forno si lascia il “pane in attesa” per chi è in difficoltà

L’idea è dell’associazione Invisibili onlus di Messina e nasce sulla scia del caffè sospeso di Napoli. I clienti lasciano un’offerta per permettere alle persone povere di ritirare un sacchetto con 5 panini. Coinvolti quattro panifici della città

25 marzo 2014

ROMA -  Una monetina  in più lasciata al fornaio per permettere alle famiglie in difficoltà di avere, anche loro, il pane da mettere a tavola. Si chiama “Pane in attesa” l’iniziativa lanciata dall’associazione Invisibili onlus di Messina, che ha già riscosso successo in città, coinvolgendo da subito quattro panetterie. L’idea nasce sulla scia del “Caffè sospeso” (offrire a uno sconosciuto un espresso se non ha soldi per pagarselo) partito da  Napoli, ma nella cittadina siciliana si concentra su un bene primario, che in tempo di crisi per alcuni è difficile da acquistare. Il meccanismo è semplice: al forno si lascia un’offerta, che può essere anche di pochi centesimi o un euro, in un contenitore simile a quello delle mance nei ristoranti. I soldi vengono tenuti da parte e quando si presentano le persone in difficoltà, segnalate dall’associazione e munite di uno speciale tesserino, il fornaio gli prepara un sacchetto con cinque panini, riscuotendo la somma dal contenitore delle offerte.   

“Abbiamo deciso di aderire all’iniziativa perché ci sembra importante. Noi fornai sappiamo bene che oggi anche comprare un chilo di pane è un costo per alcuni difficile da sostenere – sottolinea Simona Bronchi, titolare del panificio La spiga d’oro -. Ma è un bene importante e permette di sfamare le persone”. L’iniziativa è partita solo da una settimana, ma nel contenitore predisposto da Simona ci sono già molti spicci lasciati in attesa che si presenti qualcuno a riscuotere il sacchetto: “sia i clienti abituali che gli avventori, sono stati incuriositi dal progetto – continua – di solito lasciano dai cinquanta centesimi a un euro”. Per ora solo poche persone sono andate a chiedere di riscuotere i panini lasciati in offerta: “non è facile per le persone venire qui a chiedere il sacchetto di pane gratuito – continua Simona – c’è chi si vergogna e magari delega qualcun altro. Altri sono venuti a riscuotere i panini con molta dignità, d’altronde in molti casi non è colpa loro se non riescono più neanche a comprare il pane”.

Oltre alla Spiga d’oro, gli altri panifici coinvolti nel progetto sono Voglia di pane, il Panificio Macrì e Al Granaio sempre di Messina. In ognuno è stato affisso un cartello che spiega l’iniziativa ed è stata posizionata una cesta con le buste dei panini già pronte per essere ritirate. Tra le regole: rendere ben visibile la cesta e il contenitore per le donazioni, non utilizzare per fini diversi dalla donazione del pane le offerte lasciate per l’iniziativa. Bisogna, inotre, tenere sempre un sacchetto di panini a disposizione di chi arriva. L’offerta è libera ma- ricorda Invisivili onlus- “anche l’offerta di un solo panino è ben accetta”.  (ec)

 

 

 

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Tag: Povertà, Crisi

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