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Il telefono a barattoli dei bambini per sensibilizzare sull’autismo

Si chiama “Selfie Barattolofono” l’iniziativa lanciata dall’associazione Mondi possibili a Torino. In locali e librerie installati dei prototipi del giocattolo che simboleggia le difficoltà comunicative. Ognuno potrà scattare un selfie e diventare testimonial della campagna

02 aprile 2014

Selfie Barattolofono

TORINO - Ricordate quel rudimentale marchingegno costruito con due barattoli alle estremità di un filo, che da bambini si usava per giocare al telefono? Alcuni lo chiamavano “barattolofono”, usandolo per sussurrarsi messaggi che, per la precarietà dei materiali, quasi sempre arrivavano confusi, strampalati: il gioco stava quindi nel ricostruire il senso di quelle frasi, ed è così che molti hanno imparato le sottigliezze della comunicazione. Quel gioco diventa ora una metafora delle difficoltà di relazione vissute dalle persone autistiche, spesso costrette a comunicare in assenza di elementi fondamentali come il linguaggio del corpo, la mimica facciale o il tono di voce dei loro interlocutori, che raramente riescono a decodificare.

bocAccade a Torino, dove l’associazione culturale “Mondi possibili”, che si occupa di progetti culturali e cerativi, ha appena lanciato una campagna di sensibilizzazione in occasione della seconda Giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo che si celebra oggi. La campagna, che farà da volano per una serie di iniziative in programma per i prossimi sette giorni, prende il nome di “Selfie barattolofono”: in una serie di librerie, circoli e locali della movida torinese sono stati installati dei prototipi del giocattolo, “ognuno dei quali - spiega Daniela Sciangula di Mondi possibili - avrà un tratto di filo spezzato e riannodato, a simboleggiare una difficoltà comunicativa che può essere superata”. 

Selfie Barattolofono 2

Di fianco a ogni marchingegno è stata posta una locandina che servirà a spiegare il senso dell’iniziativa agli avventori; questi ultimi, quindi, avranno la possibilità di scattarsi una foto con il cellulare (cosiddetto “selfie”) che verrà poi diffusa sul web, rendendoli quindi testimonial diretti della campagna. 

Selfie Barattolofono sarà l’apripista per una serie di iniziative che inizieranno a partire dalle 18 di oggi, con l’inaugurazione di una mostra alla galleria InGenio di corso San Maurizio 14: il titolo è “Guarda le parole che non riesco a dire”, e le esposizione saranno a cura di Gec, Raffaella Giorcelli, Maurizio Modena e Mars Tara. Da lunedì 7 a mercoledì 9, poi, il polo culturale Lombroso16 (Via Cesare Lombroso n. 16, Torino) ospiterà un ciclo di incontrisull’autismoin relazione ai temi dell’arte, dei diritti e della scrittura. Vi interverranno, tra gli altri, Lianne Schreuder, arteterapista specializzata in autismo a basso funzionamento, Tea Taramino, artista, arteterapeuta e curatrice di "Arte plurale", Maria Grazia Breda, presidente di Fondazione Promozione Sociale onlus, Roberto Keller, dirigente medico presso l'Ambulatorio dei Disturbi dello spettro autistico in età adulta dell'ASL To2, Carlotta Vibi e Giulia Zagrebelsky, linguiste specializzate nello studio di testi prodotti da persone autistiche e Asperger. mpagna Selfie barattolofono è attiva nei seguenti punti di ritrovo cittadini: galleria InGenio, polo culturale Lombroso16, Blah Blah, Bottega Equamente, Caffè Cesare, Libreria Torre di Abele, Libreria Coop, La Vetreria, Officine Corsare, Woolcrossing. Per informazioni: www.mondipossibili.net (ams) 

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