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Cento foto raccontano il servizio civile nelle zone emiliane terremotate

Sono gli scatti del fotografo Roberto Brancolini ad allestire “500 impronte straordinarie per l'Emilia”, la mostra che mette in risalto il lavoro dei ragazzi impiegati per un anno nelle zone colpite dal sisma tra Bologna, Ferrara, Reggio Emilia e Modena. Fino al 26 aprile

02 aprile 2014

MODENA – Sono circa una trentina le foto esposte nelle sale della Galleria Europa per “500 impronte straordinarie per l'Emilia”. Negli scatti ci sono Irina e Annalisa che hanno passato un anno alla Pubblica assistenza di Crevalcore e Annamaria e Lisa, immortalate mentre con i Servizi sociali del Comune di Novi portano la spesa a casa a un’anziana. C’è anche Sabrina, con la mano sporca di vernice rossa, che lascia la sua impronta alla cooperativa sociale Nazareno di Carpi. E ancora ritratti di ragazzi accanto ad anziani, alla guida di un’ambulanza o mentre aiutano una persona disabile in piscina. Altre 70 foto, poi, scorreranno in video. I protagonisti sono sempre i giovani selezioni per il bando di servizio civile straordinario nelle zone terremotate dell’Emilia.

“Un’esperienza straordinaria quella di questi ragazzi e ragazze che hanno donato tempo, ascolto e cura agli altri – ha detto l’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi - Gli altri sono anziani, studenti, bambini, famiglie che nel difficile periodo post sisma hanno potuto contare sul protagonismo dei giovani in servizio civile, testimonianza più bella di cittadinanza consapevole e attiva. Le attività e le collaborazioni hanno fatto nascere in questi mesi amicizie e legami profondi, che renderanno più forte e ricca questa nostra comunità così duramente ferita e che lentamente si sta rialzando. Sapremo far tesoro di questa esperienza, per dare ancora più spazio e valore, nelle politiche locali e nazionali, al servizio civile come occasione di impegno, crescita e condivisione”.

A mettere la firma sugli scatti è Roberto Brancolini, fotografo modenese che ha catturato alcuni momenti del lavoro dei volontari, tutti dai 18 ai 29 anni, impegnati in case famiglia, scuole, strutture sanitarie, consultori e centri di volontariato, per un totale di 180 sedi operative. “Stando alle testimonianze dei ragazzi, e sono in molti quelli che hanno detto di voler continuare il volontariato, si conferma l’altissima qualità dell’esperienza, una delle pochissime realtà che ancora si riesce a offrire ai giovani – spiega Fabio Poggi, assessore comunale alle Politiche giovanili – Se con il sisma sono cadute le città – conclude – con il servizio civile sono rinate le comunità”.

La mostra vuole mettere in risalto il lavoro dei ragazzi che, dopo la selezione – al bando hanno risposto in oltre 2.800 – sono stati divisi nelle province di Bologna, Ferrara, Reggio Emilia e Modena svolgendo 600 mila ore di servizio civile a favore delle popolazioni terremotate. La personale, che segna la fine di 12 mesi di lavoro, è visitabile al piano terra del Municipio di piazza Grande a ingresso gratuito, fino al 26 aprile, da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.30. Questo anno di lavoro è stato realizzato grazie al progetto “Per Daniele: straordinario come voi” (giovane morto nell’ottobre del 2012 mentre prestava servizio civile volontario in Brasile) a favore della popolazione delle zone colpite dal sisma e che ha messo a disposizione 350 posti, ai quali si sono aggiunti 100 ragazzi stranieri a cui l’opportunità è stata offerta dal bando della Regione Emilia-Romagna. Cinquanta invece i giovani di “Ri-partire dalla cultura e dal patrimonio artistico”, progetto volto recupero dei beni storici e artistici danneggiati dal terremoto. La mostra è promossa da Comune di Modena (ente capofila nella gestione del progetto che ha coinvolto Unioni e Comuni di quattro province), Ufficio nazionale per il Servizio civile, assessorato alle Politiche sociali della Regione Emilia-Romagna e Arci servizio civile. (irene leonardi)

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