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A Roma 51 mila imprese straniere. Danno lavoro a 35 mila italiani

L’Eures, con Cna World e Camera di Commercio, ha analizzato i dati della capitale e del Lazio e ha effettuato un ‘indagine campionaria su 400 aziende straniere. L’ingresso regolare per lavoro a chiamata ha riguardato il 15% degli imprenditori intervistati

09 aprile 2014

ROMA - Nel 2013 le “imprese straniere” censite nella provincia capitolina - ovvero le imprese la cui percentuale di partecipazione dei non nati in Italia è superiore al 50% - sono state 50.808 (l’84,2% delle 60.356 complessivamente censite nel Lazio).
Ad evidenziare lo scenario è il rapporto dell’istituto Eures, con il contributo della Camera di Commercio di Roma. L’indagine si è sviluppata attraverso due azioni di ricerca: la prima ha consistito in un’analisi di scenario costruita attraverso la rielaborazione dei dati raccolti presso le fonti aperte disponibili, che hanno consentito di inquadrarne le dimensioni, la diffusione e la consistenza sul territorio; la seconda azione di ricerca ha consistito in un’indagine campionaria.
L’incremento dell’imprenditoria straniera nell’area romana (+9,5% rispetto al 2012) risulta peraltro decisamente più sostenuto rispetto all’andamento nazionale (+4,1%), ma anche superiore alla media regionale (+8,8%), confermando la forte attrazione che la provincia capitolina esercita sulla componente più dinamica della popolazione immigrata.
Con riferimento ai settori di attività cui è indirizzata l’iniziativa imprenditoriale degli stranieri, è possibile rilevarne una forte concentrazione in alcuni comparti, primo tra tutti il commercio, che raccoglie il 34% delle imprese straniere (17.266 in valori assoluti).

boxL’indagine campionaria. Uno studio è stato realizzato da Cna World ed Eures che, con il contributo della Camera di Commercio, un campione di 400 imprese. Dall’indagine emerge che a lavorare nelle imprese straniere sono nel 73 per cento dei casi cittadini immigrati (97 mila addetti) ma non mancano anche gli italiani: pari al 26,7 per cento del totale (35 mila addetti). Il 49,3 per cento delle imprese intervistate è composto dal solo titolare (61,8 per cento tra le edili, 55,7 per cento nei servizi e 48 per cento nel commercio); mentre il 42,3 per cento è costituito da realtà di piccolissime dimensioni (2-5 addetti) ed il restante 8,5 per cento da imprese con oltre 5 addetti.

Dall’indagine emerge che nel percorso di “costruzione” dell’attività imprenditoriale il 46,3  degli imprenditori stranieri ha subito l’esperienza del lavoro irregolare (il 40 per cento da lavoratore irregolare a lavoratore regolare a imprenditore e il 6,3% direttamente da lavoratore irregolare a imprenditore), con valori che raggiungono il 90,4 per cento tra quanti sono entrati irregolarmente e il 75 per cento tra i rifugiati. L’ingresso regolare per lavoro a chiamata ha riguardato il 15% degli imprenditori intervistati.

Su RS Agenzia giornalistica il resoconto completo del Rapporto sull'imprenditoria straniera a Roma e nel Lazio.

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