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Messico, 300 bambini costretti a lavorare nelle miniere clandestine

A Coahuila, stato della confederazione, il ministero del Lavoro denuncia l’impiego forzato di circa 67 mila minori tra i 5 e i 13 anni. Circa 300 di loro lavorano in miniere di carbone, in condizioni pessime e ad altissimo rischio

19 maggio 2014

boxROMA -  A Coahuila, stato della confederazione del Messico, il ministro del Lavoro Felicitas Molina Duque denuncia l’impiego forzato di circa 67 mila lavoratori minorenni. Si parla di bambini tra i 5 e i 13 anni, scrive il quotidiano messicano Vanguardia, vittime di sfruttamento, di cui il 71% ricopre lavora nel settore commerciale e dei servizi, mentre sono circa 300 quelli costretti a lavorare nelle miniere. In quest’ultimo caso, si tratta di impieghi in miniere clandestine di carbone, situate a nord di Coahuila, che costringono i bambini a lavorare in condizioni pessime e ad altissimo rischio.
Proprio in ragione di questa situazione, Molina Duque ha annunciato l’intensificarsi di azioni volte a individuare e sanzionare questo tipo di pratiche, collaborando con la Commissione interministeriale per la prevenzione e sradicamento del lavoro minorile (Comisión intersecretarial para la prevención y erradicación del trabajo infantil).
La speranza è quella di porre fine alla situazione attuale di sfruttamento minorile diffuso, per garantire ai bambini il diritto all’infanzia e all’istruzione. (Hélène D’Angelo)
 

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