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“I sordi non esistono e il linguaggio dei segni non serve a niente”

La provocazione del Centro rieducazione ortofonica di Firenze: “Tutti i sordi da noi curati hanno riacquistato l’udito attraverso le protesi e una lunga riabilitazione”

19 maggio 2014

FIRENZE - “I sordi non esistono e il linguaggio dei segni non serve a niente”. E’ quanto affermato dai responsabili del Centro rieducazione ortofonica di Firenze, dove “tutti i sordi curati hanno riacquistato l’udito”. E’ stato possibile grazie alle protesi fornite e alla lunga riabilitazione effettuata sul non udente sin dalla nascita. “Tutti i sordi – afferma il professor Giuseppe Gitti, fondatore e direttore del Cro – possono tornare a sentire se adeguatamente protesizzati e abilitati. Attraverso la conoscenza della lingua orale e l’utilizzo della tecnologia i ragazzi riescono ad avere un’adeguata vita di relazione”.

A finire sotto accusa del Cro è la lingua dei segni, “uno strumento che distoglie le attenzioni dalla riabilitazione uditiva con le protesi” e conseguentemente “contribuisce all’emarginazione dei non udenti”. “Le protesi sono l’unica metodologia capace di permettere a un sordo di tornare a sentire – dice il professor Gitti – Ovviamente è importante anche la lettura del labiale, che però contribuisce soltanto per il 30% alla comprensione”.

Secondo i responsabili del Centro, a livello nazionale c’è “troppa dispersione” nelle cure ai sordi. Ecco perché sarebbe necessario “un protocollo diagnostico  e abilitativo unico che consenta a tutti i sordi (e non soltanto ad alcuni) un’adeguata competenza linguistica”.  Il Centro è nato nel 1970 e ha curato finora oltre 200 giovani. Tutti loro hanno riacquistato l’udito attraverso le protesi. (js)

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