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Da Taranto a Milano senza avviso: quei 40 profughi "scaricati" dalle istituzioni

Partiti dalla Puglia su ordine della prefettura di Taranto, sono rimasti alla stazione di Rogoredo fino a metà pomeriggio. La protesta dell'assessore comunale alle Politiche sociali, Majorino: "La prefettura pugliese ha deciso autonomamente di scaricarsi della loro presenza. Il ministro Alfano dovrebbe cambiare lavoro"

10 giugno 2014

I profughi in attesa di accoglienza
Profughi milano

MILANO - Finora a Milano i profughi sono arrivati in treno, autonomamente. Questa mattina invece con un pullman, organizzato direttamente dalla Prefettura di Taranto. È quanto denuncia Piefrancesco Majorino, assessore comunale alle Politiche sociali, con un post polemico su Facebook. "Sono arrivati questa mattina in condizioni disperate decine di profughi da Taranto. Si tratta di un gravissimo salto di qualità. Il viaggio è stato organizzato dalla Prefettura medesima della città pugliese, almeno così ci è dato di sapere, che autonomamente ha deciso di scaricarne la presenza senza preavviso su Milano (e credo Roma). Il Ministro Alfano dovrebbe cambiare lavoro e dedicarsi ad altro, il governo prendere in mano una situazione che non sa evidentemente gestire. Lo dico dopo che Milano, grazie al suo terzo settore, alla Caritas, al Comune, ai cittadini, ha fatto davvero tutto quel che doveva fare e anche molto di più".

Chi sono. Sono arrivati questa mattina alle 7 a Milano con un pullman organizzato dalla Prefettura di Taranto. Alle 13.30 non erano ancora stati soccorsi da nessuno. Solo il parroco ha portato loro delle bottiglie d'acqua. Sono una quarantina i profughi "abbandonati" alla stazione di Rogoredo. Vengono dal Senegal, dal Mali e dal Ghana. Sono sbarcati ieri a Taranto dalla nave Etna dopo che erano stati soccorsi in mare. "Non abbiamo potuto lavarci. Ci hanno detto che a Milano saremmo stati accolti in un centro", raccontano. Per ora hanno visto solo due carabinieri che li tengono d'occhio.

Tanti gli interrogativi. Verso le 16 la Questura di Milano ha inviato due pullman per trasportare i profughi all'ufficio immigrazione dove verranno identificati e, chi lo vorrà, potrà fare richiesta d'asilo. I funzionari presenti hanno assicurato che per i profughi sarà trovata un'accoglienza. Da questa mattina alle 7 fino al pomeriggio i 40 immigrati hanno potuto contare solo sulla solidarietà dei passanti e di chi abita nel quartiere: c'è chi ha portato acqua, chi delle mele, chi dei biscotti. Un'anziana signora è arrivata con un sacchetto di magliette. La maggior parte dei profughi non ha neanche le scarpe. Nel pomeriggio sono arrivati anche i volontari dell'associazione Naga e dell'Ambulatorio popolare di via dei Transiti.
Resta da capire che cosa sia avvenuto tra i vertici delle prefetture (di Milano e Taranto), il ministero dell'Interno e il comune di Milano. Come è possibile che da Taranto qualcuno nelle istituzioni abbia fatto partire pullman carichi di profughi (anche per Roma) e non abbia avvisato chi questi profughi doveva accoglierli? "Ci hanno detto che a Milano avremmo trovato qualcuno ad assisterci", ripetono i giovani migranti. A Milano non hanno trovato nessuno. E per ora nessuno si è assunto la responsabilità di portare soccorso a persone prive di tutto. (dp)

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