:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

In primo piano:
European drug report 2016

31/05/2016

Stampa Stampa

Povertà, la Cei sospende il Prestito della Speranza: "Criteri da rivedere"

Il microcredito della Chiesa italiana è fermo dal 31 marzo, termine degli accordi con Abi: "Verrà rilanciato". Allo studio accordo con un unico gruppo bancario. La Regina (Caritas): “Non ci saranno più gli stessi vincoli. Tutti potranno accedere, non solo le famiglie”

11 giugno 2014

ROMA – Il Prestito della speranza voluto dalla Cei è sospeso dal 31 marzo scorso, data della scadenza dell’accordo tra l’Abi (Associazione bancaria italiana), i vescovi stanno pensando a nuovi i criteri di accesso al microcredito promosso dalla Chiesa. Ad annunciarlo è don Andrea La Regina, responsabile per la Caritas italiana del progetto di microcredito durante i lavori della Consulta nazionale delle fondazioni antiusura in corso presso la sede della Caritas a Roma. Nelle diocesi italiane, però, continua la raccolta delle istanze, ha precisato La Regina. Si tratta solo di attendere che la Cei stipuli nuovi accordi, questa volta non più con l’Abi e si stima che entro settembre possa concludersi l’iter che porterà ad un rilancio di quello che continuerà a chiamarsi Prestito della Speranza, nonostante i numeri del progetto ad oggi siano lontani da quelli inizialmente ipotizzati, come riportato dallo stesso Rapporto della Caritas del 2014.

“Abbiamo dovuto rivedere, insieme con la Conferenza episcopale, la possibilità di fare con un solo grande gruppo bancario l’accordo che verrà rilanciato a breve – ha affermato La Regina intervenendo durante i lavori del convegno -. Si sta predisponendo l’accordo”. A cambiare saranno sicuramente i criteri d’accesso. “Non ci saranno più gli stessi vincoli. Tutti potranno accedere, non solo le famiglie”. E nel rilancio si farà più attenzione anche alle piccole imprese. “Il prestito della Speranza iniziò nel 2009 – ha spiegato La Regina - con l’accordo Abi-Cei. La Cei fece la scelta dell’Abi in un momento in cui tutti davamo addosso alle banche, ma speravamo che questo fosse un volano sui territori affinché le banche collaborassero fattivamente alla messa in essere di questo prestito. Poi c’è stato un rilancio nel 2011 e ad oggi, ho visto proprio ieri i dati, dal 2009 sono stati erogati 4 mila prestiti alla famiglia, in modo più sostanzioso, per un ammontare di 25 milioni di euro. Questo dice che tutte le realtà del territorio, quasi la totalità delle chiese locali e di alcune fondazioni antiusura, hanno collaborato alla riuscita di questo che è diventato uno strumento di microcredito a tutti gli effetti”.

box Il meccanismo del prestito riveduto e corretto sarà il solito, cioè quello di un fondo di garanzia che moltiplicato dalle banche permetterà prestiti di cifre ben più consistenti a tassi agevolati. Fondo che sarà il medesimo di quello che oggi ha alimentato i prestiti realizzati, ma il Prestito della Speranza non sarà l’unico strumento su cui puntare da settembre in poi. Secondo La Regina, si sta lavorando ad un ulteriore strumento. “C’è un altro progetto con un’altra realtà bancaria più vicina a noi per un prestito che diventa anch’esso nazionale – ha detto La Regina ai partecipanti del convegno -, ma che dovrà essere proposto nei prossimi mesi con un’altra aggiunta anche da un punto di vista economico. Tutto dipende certamente dagli accordi, ma anche dalla pratica sui territori”.(ga)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Prestito della speranza, Chiesa italiana, CEI, microcredito, Caritas italiana

Stampa Stampa