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"Lavori ingiusti" per 168 milioni di bambini nel mondo e 260 mila in Italia

Oggi la Giornata mondiale contro il lavoro minorile. Ilo: numeri in calo, potenziare le politiche sulla protezione sociale per contrastare il fenomeno. Unicef: in Bangladesh 4,5 milioni di bimbi sfruttati.

12 giugno 2014

ROMA - Scende il numero di bambini sfruttati sul lavoro nel mondo, ma c'è ancora molto da fare per sottrarli a una vita di privazioni dei diritti e forte rischio per la loro salute. Lo ricordano associazioni e ong in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento minorile, quest'anno dedidcata al tema della protezione sociale. Sono 168 milioni nel 2012 (215 milioni nel 2008) i minori lavoratori, 85 milioni in lavori pericolosi, dall'edilizia alle riparazioni meccaniche ed elettriche, dalla raccolta dei rifiuti alle fabbriche di tabacco. Il numero di bambini impiegati in lavori pericolosi, segnala l'Ilo, è sceso 115-85 milioni e dal 2000 il lavoro minorile è diminuito di un terzo.

E anche l'Italia fa i conti con il lavoro minorile. Secondo dall’ultimo rapporto di Save the children, “Lavori ingiusti”, realizzato in collaborazione con il ministero della Giustizia e presentato oggi a Roma, sono almeno 260 mila i minori tra i 7 e 15 anni coinvolti: ben 1 su 20. Esperienze di lavoro dure, sommerse e molto spesso collegate all’abbandono della scuola, che coinvolgono l’universo degli adolescenti in carico alla giustizia minorile; un sottoinsieme dell’intero universo di lavoratori under 16 nel nostro paese che conta circa 260 ragazzi e ragazze.

Nel mondo lavorano 168 milioni di minori. Secondo le ultime stime dell'Organizzazione internazionale del lavoro il numero totale dei minori lavoratori è sceso da 215 milioni del 2008 a 168 milioni del 2012. il numero è sceso da 215 milioni ai 168 tra il 2008 e il 2012. Per l'Ilo politiche sulla protezione sociale efficaci e mirate alle esigenze dei minori, possono fare la differenza nel contrasto al lavoro minorile. La strada maestra per l'Ilo è potenziare e costruire sistemi di protezione sociale: pensioni, sussidi alla disoccupazione, alla maternità, agli infortuni sul lavoro e alla disabilità aiutano a prevenire situazioni di rischio per i minori costretti a lavorare per far fronte alla mancanza o all'insicurezza di reddito della famiglia oppure al decesso, malattia o improvvisi shock di reddito.

In Bangladesh 4,5 milioni di bimbi sfruttati. Focus di Unicef Italia su uno dei paesi più poveri al mondo, in cui 26 milioni di bambini vivono sotto la soglia di povertà, il 66% delle donne tra 20 e 24 anni si è sposata prima di aver compiuto 18 anni e solo il 37% dei bambini viene registrato alla nascita. Sono 4,5 milioni i minori sfruttati in settori ad alto rischio: l'edilizia, le riparazioni meccaniche ed elettriche, le fabbriche di tabacco fino allo sfruttamento nella raccolta dei rifiuti, nella guida dei risciò. Tra il 2010 e i 2012, grazie alla generosità dei donatori italiani, l'Unicef Italia ha destinato al progetto "Scuola e protezione per i bambini di strada" oltre 2,3 milioni per il progetto, di cui oltre 9 mila bambini vulnerabili hanno beneficiato nel corso del 2012.

Brasile, Bolivia, Kenya, Eritrea e Macedonia: la Caritas di Bolzano Bressanone ha garantito un’infanzia serena a quasi 3 mila bambini in  dieci grazie a progetti di solidarietà a distanza che aiutano i bambini a frequentare scuole e fornendo loro un supporto economico.

Su Rs l'Agenzia di Redattore sociale leggi la stime dell'Oganizzazione internazionale del lavoro, il focus dell'Unicef sul Bangladesh e i progetti di Caritas

 

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