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Toscana, mille stranieri a lezione di italiano

Rapporto sulla formazione linguistica per migranti promosso dalla regione: gli allievi sono soprattutto senegalesi e marocchini. Tra i docenti, tanti volontari. La vicepresidente Saccardi: "Punteremo sulla formazione"

04 luglio 2014

FIRENZE – Sono 978 gli allievi stranieri che tra il 2013 e il 2014 hanno frequentato i 206 corsi di lingua italiana. E’ quanto emerge dal primo rapporto sulla formazione linguistica per migranti adulti in Toscana, promosso dalla regione e presentato stamattina nell'Auditorium di Sant'Apollonia, a Firenze. Sono 74 le nazionalità degli studenti: in testa senegalesi (15,3%), seguiti da marocchini (13,7%), albanesi (10,4%) e indiani (8,3 %). Circa il 62% del totale si concentra nella fascia di età 26-45 anni. Rispetto al genere, equilibrio tra utenti femmine (51%) e maschi (49%). 

I migranti sono venuti a conoscenza del corso con il passaparola (56,8%), attraverso la rete degli sportelli/centri per stranieri (19,5%) o la segnalazione da parte di sindacati e associazioni (9,9%). Motivi principali di partecipazione: maggior possibilità di trovare lavoro (36,4%), imparare lingua e cultura italiana (37%). Il 46,3% ha risposto di averlo frequentato per un obbligo di legge. Per oltre 7 utenti su 10 è stato il primo corso di lingua e cultura italiana, a riprova dell'esistenza di una fetta significativa di migranti non italofoni che hanno trascorso molti anni in Italia senza aver ricevuto una alfabetizzazione. L’80% circa degli allievi ha portato a termine il corso. 

La presenza di insegnanti opportunamente formati è un elemento chiave per la qualità dei percorsi di integrazione linguistica. Al 1 giugno 2013 ne risultano 605 impegnati dai 125 soggetti gestori toscani: più di 2 su 3 sono coinvolti nel privato sociale, con una media per organizzazione di 6 docenti, mentre circa il 23% lavora nei Ctp (Centri territoriali permanenti) con una media di 4,2. Tre i tipi di docenti: volontari (spesso insegnanti in pensione senza però specializzazioni in italiano L2); retribuiti interni ai Ctp (molti dei quali con competenze specifiche); retribuiti con specializzazioni (operano nel privato sociale). Il 45% di tutti (retribuiti e volontari) possiede una specializzazione per la didattica L2, il 60% (nei Ctp) insegna L2 da + di 5 anni.

"Un reale processo di integrazione – ha detto la vicepresidente Stefania Saccardi - non può prescindere dalla conoscenza della lingua italiana. Una lingua comune permette a uomini e donne di differenti culture e nazionalità di interagire, socializzare, confrontarsi. Per gli immigrati è un elemento spesso chiave per l'inserimento nel mondo lavorativo, in quello scolastico, nel contesto sociale. Su questo elemento di politica migratoria la Regione ha deciso di impegnarsi in modo importante. Le varie reti territoriali che si sono sviluppate nel frattempo – ha concluso - sono l'oggetto di questo sistema informativo. Un altro strumento fondamentale per la programmazione futura".

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Tag: Stranieri, Toscana

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