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Il Cie di Bologna si trasforma, riapre per accogliere 200 migranti

Ora sarà Centro di accoglienza per ospitare i profughi in arrivo dalla Campania. Una corsa contro il tempo per pulirlo ed eliminare le sbarre alle finestre. Il sindaco Merola: “Abbiamo vinto una battaglia di civiltà”

19 luglio 2014

BOLOGNA – Cambia faccia il Cie di Bologna. E da stasera, dopo essere stato chiuso per oltre un anno, riapre i battenti in via Mattei per accogliere 200 migranti in arrivo dalla Campania. Ieri sera la notizia dell'imminente arrivo, oggi la decisione inattesa di riaprire la vecchia strattura ma con tutto un altro scopo: non più Centro di identificazione e espulsione, ma struttura per l’accoglienza temporanea dei migranti in transito.

In nottata tecnici ed operai si sono messi al lavoro: prima per la disinfestazione dei locali, poi per l'eliminazione delle inferriate, lavoro che è ancora in corso e che non terminerà prima di lunedì. Una corsa contro il tempo per accogliere i migranti che verranno accompagnati in serata direttamente dagli uomini della Prefettura di Bologna.  "Abbiamo fatto uno sforzo sovrumano - dice l'asserrore al Welfare del Comune di Bologna, Amelia Frascaroli - Comune e Prefettura stanno lavorando al massimo per renderlo pulito ed accogliente". Già da settimane le due istituzioni stavano cercando di trovare degli spazi dove ospitare le persone che, una volta sbarcate sulle coste siciliane e, ieri, dalla Campania,  vengono poi  trasferite nel resto d'Italia. Tutto pieno però a villa Aldini, sui colli bolognesi, e a Villa Angeli, a Sasso Marconi. Anche la Caritas ha cercato, con poco successo, strutture adatte. Ecco dunque spuntare l’individuazione del Cie.    

video "Chiedevamo da tempo un intervento strutturale sul Cie – continua Amelia Frascaroli – adesso, mi viene da dire per fortuna, messi alle strette, hanno deciso di riaprirlo e le sbarre potranno essere eliminate". Una veste nuova che piace anche al sindaco Virginio Merola che parla di vittoria, di una grande battaglia di civiltà: “Siamo riusciti a trasformare quel posto da una struttura carceraria a un lungo di accoglienza per gli stranieri che vengono nel nostro Paese”. In serata sono attesi i primi arrivi, mentre continuano frenetici i lavori di sistemazione. E il Cie, come Centro di identificazione e espulsione, probabilmente non riaprirà mai più: la speranza dell’assessore Frascaroli pronunciata nello scorso maggio, diventa realtà. Il Cie cambia, e si trasforma in un centro di prima accoglienza per migranti in arrivo, una sorta di ‘hub’ di smistamento delle persone in transito in città. Contando anche i 200 in arrivo per questa sera sono in tutto 486 i profughi arrivati in questi giorni sotto le Due Torri. (irene leonardi) 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Cie

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