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Bici sulle corsie riservate a bus e taxi? "Sì, ma con attenzione alla sicurezza"

Eugenio Galli, presidente di Fiab Ciclobby Milano, commenta la proposta contenuta nella bozza di riforma del codice della strada: "E' positiva ma se venisse approvata non deve aprire automaticamente tutte le corsie"

23 luglio 2014

MILANO - Le bici sulle corsie riservate a bus e taxi? "Sì, ma con attenzione alla sicurezza". Per Eugenio Galli, presidente di Fiab Ciclobby Milano, la proposta contenuta nella bozza di riforma del codice della strada "è positiva ma se venisse approvata non deve aprire automaticamente tutte le corsie alle bici". In particolare le corsie riservate devono essere sufficientemente ampie per consentire a bus e taxi di superare i ciclisti. "Altrimenti si crea una situazione di pericolo per chi pedala e si ostacolano i mezzi pubblici". All’interno della legge delega di riforma del Codice della strada, il cui testo è stato approvato ieri dalla Commissione Trasporti della Camera, si prevede anche che le corsie di taxi e bus siano aperte anche alle moto. "A Milano la corsia della linea 90/91 in alcuni punti è pericolosissima -sottolinea Eugenio Galli-. C'è il problema del differenziale di velocità dei diversi mezzi che possono percorrere la stessa strada. Bisogna quindi adattarle alle nuove esigenze se si decide di far coabitare mezzi diversi in una stessa corsia".

Per Fiab Ciclobby Milano la riforma del codice della strada non deve limitarsi, per quanto riguarda le biciclette, alle corsie preferenziali. "Da anni chiediamo che sia consentito il doppio senso delle bici sulle strade a senso unico. In pratica, di poter pedalare in contromano. All'estero già si fa e senza incidenti particolari. Anche perché ciclista e automobilista, essendo l'uno di fronte all'altro, si vedono meglio. Ovviamente deve esserci all'ingresso del senso unico per le auto la segnaletica che avvisa del doppio senso delle biciclette". Le piste ciclabili non bastano. "Non sempre è possibile realizzarle, sono molto costose e finora sono state un freno a cambiare la viabilità delle nostre città. Si devono prevedere invece più interventi, come le zone a traffico 30 o il doppio senso per le bici". (dp) 

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