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Riforma cooperazione, Zanotelli: “E' uno schiaffo alla dignità, va ritirata”

Dalle pagine di Nigrizia il missionario comboniano critica il ddl: “Questa legge fotografa bene l’ideologia portante del governo Renzi che va in Africa a promuovere il business di Eni". E lancia l'appello: "E' da riscrivere“

28 luglio 2014

boxROMA – Fuori dal coro dei commenti “positivi e compiaciuti” alla riforma della cooperazione, si distingue la voce di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano. “Nell’appello intitolato “Operazione Affari” – si legge sul sito Info-cooperazione.it - padre Alex sintetizza le quaranta pagine della nuova legge con queste parole: business-affari. “Nell’ultima legge-quadro sulla cooperazione, la 49 del 1987 – scrive Zanotelli - , il soggetto principale era il volontariato, nell’odierno disegno di legge il soggetto è diventato l’impresa. Questa legge fotografa bene l’ideologia portante del governo Renzi che va in Africa a promuovere il business di Eni”. Il progetto di legge viene giudicato “uno schiaffo sia alla dignità del popolo italiano che alla dignità dei tre miliardi di impoveriti nel mondo” e l’appello chiede di ritirarlo e riscriverlo: “Ve lo chiede un povero missionario che ha vissuto sulla sua pelle, il dramma di chi vive nei bassifondi della vita e della storia, un credente in Dio che vuole vita piena per tutti i suoi figli/e”. “In questo paese – prosegue Zanotelli - pullulano migliaia di gruppi, di associazioni, di botteghe del commercio equo e solidale, di reti di finanza etica, di centri missionari che fanno cooperazione con tanti soggetti nel sud del mondo. Quando il governo italiano prenderà seriamente questa straordinaria ricchezza, dandole voce e permettendole di incidere sulle politiche della cooperazione? È incredibile che questa legge-quadro non prenda in considerazione tutto questo”.

“E’ chiaro – commenta Info-cooperazione.it - che Zanotelli non parla da tecnico e questa forse è proprio la cosa interessante del suo discorso che ci ricorda che il cammino di questa legge ha seguito un percorso (e un dibattito) esclusivamente tecnico. Ma la cooperazione, almeno quella della società civile e delle Ong, in fondo ha anche un’anima che risiede nella motivazione di migliaia di operatori e volontari che la praticano quotidianamente. Ci sono buone possibilità che questa nuova cooperazione possa perdere il supporto della gente distaccandosi gradualmente dal volontariato e da chi ci crede veramente anche solo per ideale di fraternità. E’ questo lo spirito che negli ultimi 50 anni ha fatto della cooperazione una realtà importante e condivisa nel tessuto sociale del nostro paese”. 

“Attenzione però che allontanandosi dalla gente questa nuova cooperazione non si allontani anche dai cuori e dai portafogli dei milioni d’italiani che la sostengono (ben di più e ben più assiduamente di quanto abbiano fatto negli anni i nostri governi). Riusciranno a stare insieme le scuole costruite con i soldi di Eni e da Enel e il buon cuore degli italiani che adottano milioni bambini a distanza? O potremmo pagare direttamente l’adozione in bolletta?”.

© Copyright Redattore Sociale

Tag: volontariato, Ong

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