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Si chiude "Comunicare per esserci", semestre di formazione del Csv Verona

Da gennaio a luglio un percorso per imparare a relazionarsi con media e stakeholder: dai comunicati stampa al bilancio sociale, dal multimedia ai social network. Coinvolte 32 associazioni. I nuovi corsi partiranno a settembre

29 luglio 2014

VERONA - Si è concluso il corso annuale di formazione "Comunicare per esserci" dedicato alle realtà del volontariato veronese, organizzato dal Csv di Verona e mirato a sviluppare, con differenti mezzi, la sensibilizzazione degli stakeholder. In totale ci sono state 126 adesioni, 32 associazioni partecipanti e si sono svolte 72 ore di formazione, suddivise in 9 corsi, da gennaio a luglio e altre 32, articolate in 2 corsi, sono già previste in autunno, fra settembre e novembre.

I corsisti hanno imparato a creare una relazione sociale e un bilancio sociale, a redigere e diffondere comunicati stampa, a diventare buone fonti per le differenti testate, a preparare pieghevoli e locandine occupandosi della loro diffusione, a sfruttare tutti i canali del web e a creare il proprio sito, imparando anche a gestirlo con notevole riduzione dei costi per l'associazione, ma anche ad apprezzare la viralità ed economicità dei social network.

Sono stati realizzati dei workshop dedicati alla realizzazione e post produzione di fotografie e video per raccontare il volontariato, i temi che tocca e le soluzioni che propone, cercando di dare un'impostazione scevra dall'autoreferenzialità. Si sono fatte riflessioni sulla mission, le strategie e sulle modalità di valutare un piano di comunicazione.

"Grazie alla sua attività di sostegno alla progettazione sociale e alla consulenza, il nostro Csv conosce e da anni osserva la ricchezza che l'associazionismo offre al territorio veronese: si tratta di un volontariato attivo con fervore, sensibile alle esigenze sociali e impegnato con numerose iniziative per dare risposte; la sua è un'attività costantemente presente, quotidiana, ma silente. - osserva la presidente Chiara Tommasini - Avevamo la consapevolezza che le associazioni avrebbero ottenuto di più facendo conoscere, oltre alla ristretta cerchia di fedelissimi, la propria esistenza, la presenza sul territorio e le attività realizzate".

"Una migliore comunicazione aiuta il volontariato a coinvolgere, ciò significa raccogliere più fondi, avvicinare nuovi volontari e arricchire il "capitale sociale", avere l'appoggio delle istituzioni, trovare alleanze, promuovere servizi - sottolinea il direttore Fabio Fornasini - più fondi raccolti, più volontari, più reti sociali vogliono dire la possibilità di realizzare maggiori attività: si avvia così un circolo virtuoso, possibile grazie alla conoscenza e alla fiducia".

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