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Mobilitazione in Francia contro la non accessibilità dei luoghi pubblici

In Francia una mobilitazione su facebook e tumblr contro il rinvio dell'accessibilità per le persone disabili ai luoghi pubblici. "Non au report", collettivo cittadino, pubblica foto di protesta per testimoniare le difficoltà della vita quotidiana delle persone disabili.

23 agosto 2014

ROMA – Dei cittadini francesi disabili hanno deciso di mobilitarsi contro il nuovo rinvio sull’accessibilità dei luoghi pubblici. Inizialmente prevista per il 2015, la completa accessibilità alle strutture urbane, commerciali, istituzionali francesi rimane tuttora un’utopia. Per questo motivo persone di tutte le età, pensionati e lavoratori, donne e uomini, hanno voluto mostrare la loro rabbia per quello che dovrebbe essere un diritto già acquisito e lo hanno fatto posando con cartelli che denunciano il proprio disappunto. “Voglio smettere di strapparmi i capelli ogni volta che devo organizzarmi per uscire”, “voglio poter andare nella farmacia del mio quartiere”, “voglio andare in spiaggia come tutti gli altri”. Sono queste alcune delle frasi che si possono trovare sul sito tumblr dell’iniziativa, lanciata dal collettivo di cittadini “Non au report” (no al rinvio) per protestare contro l’intenzione del governo di rimandare nuovamente l’obbligo d’accessibilità nei locali pubblici.

La legge varata nel 2005 prevedeva un lasso di tempo di 10 anni, in cui tutte le strutture adibite al pubblico avrebbero dovuto conformarsi agli standard necessari per accogliere le persone disabili come riporta Liberation. Ma “a sei mesi dalla scadenza, solo 330 mila luoghi sono a norma, su più di un milione” ha dichiarato la segretaria di Stato Ségolène Neuville. Ma invece che applicare le sanzioni previste per chi non si è conformato alle regole entro il 1° gennaio 2015, il governo ha deciso di rimandare le cose al 2024, secondo alcune condizioni e solo per gli stabili che ne faranno richiesta.
Elisa Rojas, avvocato e fondatrice del collettivo, dichiara “vogliono farci credere che non è un rinvio! Significa veramente prendere in giro la gente. Soprattutto perché, contrariamente a quanto dice il segretario di Stato, non sono dieci anni che aspettiamo ma quaranta. Il principio dell’accesso per tutti è legge dal 1975”. Secondo lei questo ritardo è una evidente “assenza di volontà politica” e ritiene che “le grandi associazioni che dovrebbero difendere i nostri diritti non sono state in grado di fare il loro lavoro”. (helene d'angelo)

 

 

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Tag: Accessibilità

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