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Venezia: "white carpet" per Io sto con la sposa, “atto di disobbedienza civile”

Il finto corteo nuziale, che ha beffato l’Europa, sbarca alla Mostra del cinema il 4 settembre. Biglietti esauriti, il pubblico invitato a vestirsi di bianco per sottolineare che il film è soprattutto “un’azione politica”. Dopo la proiezione commemorazione delle oltre 20 mila vittima delle frontiere

01 settembre 2014

Io sto con la sposa. Guarda la photogallery
Io sto con la sposa. La sposa in auto

ROMA – Abito bianco per le donne, giacca e cravatta per gli uomini per trasformare il red carpet in un “white carpet”. Il finto corteo nuziale che ha beffato le frontiere di mezza Europa è pronto a sbarcare in laguna. Sarà proiettato in anteprima nazionale il prossimo 4 settembre ( il 3  la proiezione riservata ai giornalisti) al Festival del cinema di Venezia il film documentario “Io sto con la sposa”. E la proiezione si annuncia già come uno degli eventi più interessanti della kermesse: i biglietti sono già tutti esauriti per un’anteprima che si tingerà totalmente di bianco. I tre registi, Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Al Nassiry hanno infatti chiesto al pubblico di indossare l’abito nuziale per ricordare che Io sto con la sposa “non è solo un film, ma un atto di disobbedienza civile, un film manifesto contro le frontiere e le morti in mare”. Non solo, ma dopo la proiezione, registi, cast e pubblico improvviseranno una cerimonia pubblica sul mare per commemorare le oltre 20 mila persone morte nel tentativo di passare la frontiera e raggiungere l’Europa.

Il red carpet si tinge di bianco. “Il vestito da sposa è diventato nel nostro film il simbolo della libertà di circolazione delle persone, per questo abbiamo pensato di chiedere ai nostri sostenitori di vestirsi di bianco per condividere, e in un certo senso di indossare, questa idea che alla base del nostro lavoro – spiega uno dei registi, Antonio Augugliaro - . L’obiettivo è creare un white carpet, un red carpet totalmente bianco per rimarcare che il nostro non è solo un film ma un’azione politica, ideata e mossa da un’esigenza personale e intima, da un senso di giustizia per i tanti migranti morti a causa delle leggi sull’immigrazione”. Anche per questo dopo la proiezione ci sarà un momento di commemorazione per le vittime della frontiera. “ Andremo tutti sulla sponda del mare, per rivolgere un estremo saluto ai migranti che non sono più con noi. Ognuno scriverà un pensiero rivolto a loro, tutti i messaggi saranno poi infilati in una bottiglia e lasciati trasportare dalle correnti del mare”, aggiunge Augugliaro.

Un viaggio incredibile nella Fortezza Europa. Guarda il video
Io sto con la sposa - Player video

Una vetrina importante per riaprire il dibattito sulle frontiere. Ma a destare interesse per l’anteprima del film non è solo il flash mob basato su un dress code rigorosamente bianco. Si tratta infatti di un’opera destinata a far discutere. Il film racconta la storia vera del finto corteo nuziale messo in piedi dai tre registi per aiutare cinque palestinesi e siriani scappati dalla guerra e sbarcati a Lampedusa, a proseguire il loro viaggio senza documenti attraverso mezza Europa. Dall'Italia alla Svezia, questa mascherata che ha dell'incredibile, è riuscita così ad attraversare le frontiere europee, riuscendo a portare tutti nella agognata Svezia. Uno di loro, lo sposo Abdallah, è uno dei sopravvissuti al naufragio dell’11 ottobre a largo della Sicilia. “E’ importantissimo per noi che il film venga presentato a Venezia – continua il regista - Per la prima volta, infatti, un grande festival come questo offre spazio a un lavoro che ha visto la luce grazie alla volontà di migliaia di persone con un crowdfunding che è il più grande della storia del cinema – spiega -. E’ come se avessimo lanciato una petizione e lo stato ci avesse ascoltato. Ma è importante anche per il tema che affrontiamo, perché si tratta di una vetrina per parlare al grande pubblico dei drammi creati dalle frontiere, speriamo che sia l’inizio di un dibattito sull’immigrazione per evitare altre morti in mare”. Per aver aiutato i cinque protagonisti ad attraversa le frontiere senza documenti  i registi, in caso di denuncia, rischiano una condanna fino a 15 anni di carcere per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. “Siamo stanchi di dividere gli esseri umani in legali e illegali. E siamo stanchi di contare i morti in mare. Non sono vittime della burrasca, ma di leggi europee alle quali è arrivato il momento di disobbedire per riaffermare il principio della libertà di circolazione”, dichiara Gabriele Del Grande.“Quando vedi arrivare gente del tuo paese e sai che stanno scappando da una guerra - aggiunge Khaled Soliman Al Nassiry - Senti che stai facendo una cosa giusta. Aiutare anche una sola persona ad uscire da quel mare di sangue, ti fa sentire dalla parte del giusto”. All’anteprima saranno presenti tutti i protagonisti del film: Abd, Tasnim, Alaa, Manar, Mona e Ahmed. Ahmed, Mona e Abdallah hanno ottenuto lo status di rifugiato in Svezia, mentre Manar e suo padre sono dovuti tornare in Italia, dove hanno comunque ottenuto lo status di rifugiato.

Il piano per passare la frontiera tedesca - Guarda il video
Sposa - per video interna

Il più grande crowdfunding della storia del cinema italiano. Il film è stato realizzato grazie al contributo di 2.617 sostenitori dal basso, che hanno partecipato al crowdfunding lanciato sulla piattaforma Indiego, riuscendo a  raccogliere poco meno di 100mila euro.  “Senza dubbio il più grande crowdfunding nella storia del cinema italiano e uno dei più importanti a livello internazionale sul fronte del documentario – sottolineano i registi. “È stato un processo straordinario e innovativo, un percorso produttivo del tutto nuovo – afferma Marco Visalberghi, di DocLab, produttore associato di “Io sto con la sposa” e già produttore di “Sacro GRA”, Leone d'oro a Venezia lo scorso anno –. Siamo usciti dalla gabbia sempre più stretta del finanziamento e della programmazione televisiva, creando un rapporto diretto con una comunità di finanziatori dal basso e finendo per imporre il film all'attenzione del mondo e dei broadcaster”.

Dal 9 ottobre nelle sale di tutta Italia.  L'appuntamento per la proiezione ufficiale di “Io sto con la sposa” alla Mostra del Cinema di Venezia è per giovedì 4 settembre alle 14.30 in Sala Grande. Ma il film sarà visibile, anche sulla piattaforma MyMovies che ha messo a disposizione 400 posti per l'Italia e 400 per l'estero, per vedere il film in streaming dal 4 al 9 settembre. Dal 15 al 20 settembre, sarà poi visibile all’interno della rassegna Le vie del cinema, sia a Milano che a Roma. La distribuzione nelle sale partirà invece dal 9 ottobre grazie a un accordo con Cineama. (ec)

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Tag: Venezia 71, gabriele del grande , Io sto con la sposa, Festival di Venezia, Siria

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