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Dislessia, con il tablet EdiTouch i ragazzi sono più autonomi

Creato da Marco Iannacone per il figlio dislessico, EdiTouch è stato usato in uno studio che ha coinvolto 400 studenti di 8 scuole con 219 Dsa certificati e più di 70 insegnanti. I risultati della ricerca saranno presentati al XII Convegno internazionale sulla dislessia di San Marino del 19-20 settembre

19 settembre 2014

boxSAN MARINO - Due anni di sperimentazione, 400 studenti tra i 9 e i 16 anni coinvolti, di cui 219 con Disturbi dell’apprendimento certificati, e oltre 70 insegnanti di 8 scuole primarie e secondarie di primo grado dell’hinterland romano. Sono i numeri della ricerca sul metodo di studio basato su EdiTouch, un tablet per l’apprendimento facilitato creato da Marco Iannacone per il figlio dislessico. Dallo studio emerge che utilizzando questo tablet gli studenti affetti da Dsa sono meno stressati, più autonomi e più sereni nello studio rispetto agli anni precedenti. Inoltre, dal punto di vista didattico, oltre il 70% di ogni gruppo (insegnanti, alunni, genitori) ha riconosciuto la maggiore efficacia del tablet rispetto ad altri strumenti compensativi tradizionali su pc. I risultati della ricerca saranno presentati il 19 e il 20 settembre al XII Convegno internazionale sulla dislesia di San Marino.

Creato da Marco Iannacone, papà di un bambino dislessico che, non soddisfatto dalle soluzioni disponibili sul mercato, ha deciso crearne una per aiutare suo figlio a studiare meglio, EdiTouch è stato poi reso disponibile ad altri attraverso Digitally different srl, la start up fondata da Iannacone. Attraverso un meccanismo di ‘parental control’ l’insegnante o il genitore può decidere quali applicazioni siano d’immediato accesso al bambino per lo studio. In questo modo si limiano le possibili distrazioni dallo svolgimento dell’attività richiesta. Il formato di EdiTouch – utilizzabile fin dalle elementari – è simile a quello dei quaderni che i bambini usano a scuola.

Negli 8 istituti omnicomprensivi sono stati forniti i tablet EdiTouch a 219 studenti con Dsa certificata che li hanno utilizzati a scuola e a casa per studiare. Oltre a questo gruppo target, lo studio ha interessato anche un gruppo di controllo formato da 150 ragazzi, di cui 50 con diagnosi di Dsa (che non hanno usato il tablet) e 100 senza Dsa. Il 52% dei ragazzi del gruppo target frequentava la scuola primaria, mentre i restanti le medie. Anche il gruppo degli insegnanti (più di 70) era rappresentativo della classe docente con un età media di 49,7 anni e una padronanza basilare degli strumenti informatici. La sperimentazione si è svolta negli anni scolastici 2012-2014 e ha visto al lavoro un’equipe multidisciplinare formata da medici, infermieri, logopedisti dell’Asl Roma D insieme a metodologi della ricerca bio-psico-sociale dell’Università dell’Aquila e informatici di Digitally Different srl di milano per verificare l’efficacia psico-didattica di un tablet progettato come strumento compensativo. I test a cui sono stati sottoposti alunni, insegnanti e genitori (questionari ed esercizi) hanno messo in evidenza un miglioramento significativo nell’approccio e nell’impegno in tempi relativamente brevi. Un risultato che lascia auspicare il mantenimento dei risultati scolastici anche in futuro. (lp)

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Tag: Dislessia

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