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Nasce De.ci.di, gruppo di lavoro per sconfiggere sexting e cyberbullismo

Il due fenomeni, secondo una ricerca curata dall'Università Cattolica e dalla onlus Pepita, riguarda un ragazzo su quattro. Si comincia per ignoranza dei rischi, poi si continua per un senso di impunità che dà, erroneamente, la rete. Otto i percorsi di prevenzione possibili

17 ottobre 2014

MILANO - Dal Parlamento ad associazioni e università, un fronte unico contro cyberbullismo (il bullismo in rete) e sexting (la pubblicazione di materiale sessualmente esplicito). Dagli attori coinvolti, è nato De.ci.di – Definirsi cittadini digitali, un gruppo di lavoro permanente composto dal centro studi Cermit dell'Università Cattolica, insieme alle cooperative sociali Pepita onlus e Industria Scenica, con l'associazione Contorno Viola. "L'obiettivo – si legge nella presentazione di De.ci.di – è duplice: da una parte studiare i comportamenti non conformi agiti da minori nell'ambito e attraverso i media digitali e dall'altra proporre percorsi concreti ed efficaci di educazione preventiva con metodologie integrate".

box Il Cremit (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Informazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica di Milano e Pepita Onlus hanno coinvolto in tutto 1800 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni per studiare i due fenomeni. Il Cremit per il progetto di ricerca Image.ME, ha somministrato questionari in 20 scuole superiori tra licei, istituti tecnici e professionali della provincia di Monza evidenziando che il 20% posta messaggi a contenuto sessuale per divertimento, il 12,6% per “fare colpo”, l’11,6% per “essere popolare” e solo l’8,7% per “prendere in giro qualcuno”.?Pepita Onlus ha organizzato focus group in diverse città d’Italia rilevando tra le motivazioni principali: “per ricevere attenzione” con un 25% nelle ragazze contro un 15% nei ragazzi, “per ricevere commenti positivi” con un 23% nei ragazzi e un 19% nelle ragazze. Sulle 778 interviste a ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni è che in un caso su 4 hanno già provato almeno una volta il sexting.

"I ragazzi pensano purtroppo che ci sia la totale impunità per ciò che si diffonde in rete e pensano che nessuno sia ferito davvero", spiega la deputata PD Micaela Campana, prima firmataria della legge contro il cyberbullismo depositata alla Camera in luglio. Campana ha poi lanciato una campagna per raccogliere nelle scuole proposte per migliorare la proposta. #Bellimanonbulli è l'hastag con cui è stata lanciata sui social. Finora sono stati coinvolti 15o istituti di superiori e medie, in cui Campana è stata accompagnata da Francesco Totti o dalle cantanti Silvia Salemi e Noemi.

De.ci.di propone poi alle scuole otto diversi possibili percorsi di prevenzione dal fenomeno. Il primo è "Ciascuono a suo modo", un progetto che mira all'educazione tra pari. Dedicati ai ragazzi ci sono poi il laboratorio di video sull'argomento "6 personaggi in cerca d'autore", gli incontri formativi sull'etica nei media di "L'uomo, la bestia, la virtù" e "Come tu mi vuoi", un laboratorio che lavora sul tema dell'identità. Per i formatori e insegnati si propone ancora un corso peer to peer, "Ma non è una cosa seria", e per i genitori i due laboratori "La favola del figlio cambiato" e "Non si sa come". Ultimo intervento previsto nel pacchetto De.ci.di lo spettacolo teatrale Webulli. (lb)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: sexting, cyberbullismo

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