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La Sla raccontata da un infermiere a domicilio: in libreria “Buonanotte, Madame”

L’autore è Alessio Biondino, che in più di duecento pagine illustra la sua complessa relazione con Rosa: donna forte, autonoma, caparbia, immobilizzata dalla malattia. 2.654 ore di difficoltà quotidiane, ma anche di piccole conquiste e grandi soddisfazioni

29 ottobre 2014

ROMA - E’ appena uscito nelle principali librerie d’Italia “Buonanotte, Madame” (0111 Edizioni) di Alessio Biondino, la cronistoria autobiografica e quotidiana di un percorso assistenziale che diventa ben presto la condivisione ordinaria e quotidiana di una relazione di aiuto solida, complice e particolare. Scrivere dei protagonisti non è facile, ma neanche difficile. Lei è Rosa e lui è Alessio: lei è una donna imprigionata nel suo corpo dalla Sclerosi laterale amiotrofica e lui è un giovane infermiere romano a domicilio. Sono 2.654 le ore che passano insieme e diversi sono i momenti di sconforto e di gioia che trasformano una normale relazione paziente – infermiere in un percorso assistenziale più complesso e profondo. 

“Insieme – scrive l’autore – abbiamo passato 2.654 ore e abbiamo vissuto le molte difficoltà imposte dalla malattia, ma anche miglioramenti, conquiste e situazioni divertenti”. I silenzi di un marito e il rapporto con i figli, la ricerca degli orecchini preferiti e di una bellezza che sembra ogni giorno andare via, le tecnologie che ti tengono in vita e ti permettono di rimanere in comunione con gli altri, gli allarmi nel cuore della notte, i fondi che non sono mai abbastanza e la condanna di una vita a letto assistita tutto il giorno, dipendente dagli altri, immobile. 

Diviso in tre parti e introdotto dal pensiero leggero di Mina Welby, il libro è un racconto scritto in prima persona da Alessio Biondino, infermiere romano. Vicino al mondo della disabilità già all’indomani del conseguimento del Diploma come operatore presso la cooperativa sociale “Cecilia” di Roma, Alessio diventa infermiere a domicilio dal 2010. Rosa è la sua quotidianità, tra turni variabili e situazioni complesse: più di 200 pagine in cui emerge l’amore per una professione, la sofferenza e la tenacia di un corpo, la rabbia di un mondo – quello dell’assistenza alla persona – sempre più impoverito di risorse. Pagine in cui si coglie la difficoltà di tante famiglie e di tanti operatori di affrontare il tema della non autosufficienza senza un quadro normativo e risorse certe. 

Seconda causa di impoverimento delle famiglie, dopo la perdita del lavoro, la non autosufficienza è un tema non più rimandabile. Cosa fare lo si ritrova tra le righe del libro: stimolare il Governo a legiferare su un tema che oggi è emergenza. L’allungamento della vita, i progressi medico-scientifici, il sistema dell’assistenza e della presa in carico ci permettono di affrontare le patologie cronico degenerative, ma tanto ancora deve essere fatto per tutte quelle famiglie che oggi, a loro carico, le affrontano nella quotidianità. “Buonanotte, Madame” aiuta. Offre spunti su ciò che c’è e ciò che manca. C’è la passione di tanti operatori. C’è la tecnologia. C’è la famiglia. Quello che manca è una legge, una cornice dove il percorso assistenziale sia chiaro, le responsabilità condivise e la serenità delle famiglie e delle persone garantita.  

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Infermieri, Assistenza domiciliare, Sla

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