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Rifugiati, l'Infernetto si prepara al corteo di sabato: "Basta tensioni"

C'è calma nel quartiere a sud di Roma, dopo le polemiche di questi giorni. Preoccupazione per la manifestazione prevista per sabato prossimo. "Il nostro obiettivo è prima di tutto proteggere i minori stranieri"

20 novembre 2014

ROMA - C'è una calma irreale oggi all'Infernetto. Il quartiere a sud di Roma, lungo la strada che porta al mare, sembra lontano dalle polemiche  di questi giorni. Al centro "Le betulle" i rifugiati sono seduti fuori al sole, ma davanti al cancello di ingresso, alcuni operatori si danno il cambio per evitare che entrino i giornalisti, che hanno raccontato la struttura come teatro di violenze e di accese proteste da parte dei cittadini. Non ci sono neanche le forze dell'ordine, una pattuglia di polizia arriva solo intorno alle 14. E' tutto tranquillo, come se fosse un altro mondo da quello raccontato dalle cronache. Ma intanto ci si prepara anche alla manifestazione di sabato, (a cui ha annunciato di voler partecipare Mario Borghezio), tra i cittadini che dicono di volere chiarezza dal sindaco e le associazioni che vogliono inveece a tutti i costi "tenere i ragazzi lontani da tutto questo odio nei loro confronti".
 
- Dal centro, entrano ed escono solo i ragazzi che già erano presenti nella struttura prima dell'arrivo di quelli di Tor Sapienza, i rifugiati che nessuno vuole, i "violenti", quelli contro cui tutto il quartiere dovrebbe rivoltarsi tra due giorni. E che restano dentro, chiusi in silenzio. Ma di sit-in, manifesti o altro, non c'è traccia: l'Infernetto non è Tor sapienza. Solo lungo la strada che porta a via Salorno, dove ha sede "Le betulle", si incontrano le scritte di Casapound: "Prima gli italiani" e "No al centro di accoglienza". 
 
I responsabili del centro per minori non accompagnati non vogliono parlare, così come quelli del centro per malati di Alzheimer. Si sentono braccati, ma puntualizzano che i minori hanno tra i 15 e 17 anni e che fino a qualche giorno fa, prima dell'arrivo dei minori di Tor Sapienza, non c'erano problemi (il centro è attivo da due mesi e mezzo). "Sono venuto qui stamattina per manifestare la mia solidarietà ai ragazzi. Quello in cui sono coinvolti è veramente assurdo", racconta Flavio Tannozzi, insegnante di italiano per stranieri dell'associazione "Ciao", che segue dalla settimana scorsa 13 ragazzi del centro e che dalla prossima seguirà anche quelli mandati qui da Tor Sapienza. "E' una protesta che sta montando sul nulla, questi sono ragazzi tranquilli. Li abbiamo incontrati spesso, ci ho parlato anche stamattina".
 La paura è che la manifestazione di ieri, ma ancora di più quella di sabato prossimo, possa creare ulteriori tensioni. "Cercheremo di  tenerli lontano da questa gente - spiega - il nostro obiettivo è prima di tutto proteggerli. Con gli operatori del centro stiamo cercando un modo per distrarli dal corteo di sabato". 
 
Tra la gente si respirano umori differenti, tra chi ammette che si stia ingigantendo il caso e chi dice di avere paura, perché non sa bene cosa stia succedendo. "Io qui ci lavoro tutti i giorni e a parte la zuffa tra di loro, di cui ho letto sui giornali, non so di altri problemi - dice Silvia, impiegata nella lavanderia alla fine della strada dove ha sede il centro Le betulle - Non c'è disordine, non siamo preoccupati. I ragazzi stranieri li vedevamo girare anche prima per il quartiere e sono molto tranquilli". Lei alla manifestazione di sabato non ci sarà, "non sono loro il problema ma le istituzioni che non intervengono come dovrebbero su questi temi", aggiunge. Ci dice che ascolta spesso una radio locale, quella di "Marione", noto personaggio radiofonico della capitale, esperto di calcio. "Lo hanno spiegato pure loro che non è vero che questi prendono 50 euro al giorno e che l'Italia deve accoglierli per legge, ma molti non lo capiscono", conclude.
 
Di parere diverso Rita e Jolanda, che incontriamo all'uscita del negozio Acqua e sapone, sempre su via Salorno. Secondo loro non è vero che "nel centro hanno mandato solo i minori, lo hanno scritto i giornali ma non è vero. E sinceramente se non sappiamo cosa succede e abbiamo paura", dicono. Le informazioni che circolano in questi giorni sono tante e in molti non sanno come interpretarle. Rita e Jolanda non sanno se partecipare alla manfestazione di sabato: "quello che ci dà fastidio è che in un quartiere come il nostro, già non coperto da servizi e infrastrutture, vengano mandati questi ragazzi. Se succede qualcosa prima che arriva qualcuno..." spiega Rita, che all'Infernetto ci abita, come Jolanda che proprio davanti alle Betulle ha comprato casa, una delle villete basse di questo quartiere residenziale. "Come faccio a stare tranquilla? - ripete - Che ne so che sta succedendo? Qui dicono che non sono minori e che sono pure pericolosi. Che faccio la sera mi chiudo dentro casa?". Intanto davanti al centro un esponente dei comitati cittadini e di Fratelli d'Italia rilascia un'intervista televisiva. Spiega che all'Infernetto c'è già il "disastro idrogeologico e che su questo centro manca trasparenza, perché nessuno sapeva che insieme ai malati di Alzheimer c'erano anche i rifugiati. Nella manifestazione di sabato chiediamo solo trasparenza, chiarezza e risposte", ripete.  
 
Anche un cittadino interviene passando e dice che "se sono minori devono darli alle famiglie", che "non è vero che sono rifugiati perché ci sono molti egiziani" e che "la verità è che ci mangiano tutti, è solo un gran giro di soldi". Ma l' excusatio non petita è  sempre che "il razzismo non c'entra". Intanto i ragazzi si mettono a fare una partitella di pallone nello spazio di fronte al centro che li ospita. Qualcuno si avvicina al cancello, sorride ai giornalisti, ma poi in silenzio se ne va. (ec)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Infernetto, Tor Sapienza, Immigrati, Minori stranieri non accompagnati

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