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Spesa sociale in area Ocse, l'Italia resta ancora 6 punti sopra la media

Negli ultimi anni solo 8 paesi Ocse (tra cui Germania e Regno Unito) hanno tagliato sensibilmente la loro spesa in rapporto al Pil. L'Italia, con il 28,64%, tiene e resta ancora sopra la media del 22, con una crescita del 3,87 dal 2007

24 novembre 2014

- BRUXELLES - Negli ultimi anni, gli unici paesi nell’area Ocse ad aver tagliato sensibilmente la loro spesa sociale in rapporto al Pil sono stati il Canada, l’Estonia, la Germania, la Grecia, l’Ungheria, l’Islanda, l’Irlanda e il Regno Unito. Lo rivelano gli ultimi dati pubblicati oggi dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che mettono l’Italia nel secondo gruppo di paesi per rapporto spesa sociale/prodotto interno lordo nel 2014, insieme all’Austria, alla Svezia, alla Spagna e alla Germania (tutti Stati che destinano circa un quarto del Pil alle politiche sociali).

Il record spetta alla Francia, con un rapporto di quasi il 32%, ma anche Belgio, Danimarca e Finlandia si attestano sopra al 30%. Le economie emergenti, con l’eccezione del Brasile, sono quelle che stanziano meno fondi per la spesa sociale, con India e Indonesia agli ultimi due posti.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2014 la spesa sociale è stata del 28,64% del Pil,sei punti sopra la media Ocse che è del 22%. Il nostro paese aveva raggiunto il picco di spesa sociale rispetto al Pil nel 2013 (con il 28,67%), e dal 2007 ha visto una crescita di tale rapporto pari a 3,87 punti percentuali. 

Per quanto riguarda la ripartizione della spesa sociale, molti paesi preferiscono destinare più fondi a sussidi e benefici in denaro (la media Ocse è del 12.3% del Pil) che in servizi sanitari  e sociali (8,3%). Il sostegno al reddito per la popolazione in età da lavoro nei paesi Ocse è in media del 4,4% del Pil, di cui l’1% in sussidi di disoccupazione, l’1,8% per indennità di malattia o sussidi riservati ai disabili, l’1,3% per le politiche di sostegno alla famiglia e lo 0,4% per altri tipi di sussidi. 

In Italia, le voci più importanti della spesa sociale sono rappresentate dalle pensioni e dalla spesa  sanitaria, con il 27,5% del totale. Siamo il sesto paese a spendere di più in queste due voci  dopo la Francia, la Danimarca, il Belgio, la Finlandia e l’Austria. L’Italia poi destina il 3,3% del suo prodotto interno lordo al sostegno della popolazione in età da lavoro e il 15,7% alle pensioni di anzianità e alle reversibilità (nessuno spende più di noi per queste due ultime voci).  (Maurizio Molinari)

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