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Cronaca di una malattia su Facebook. La storia a lieto fine di Silvia

Una trentenne catanese ha raccontato alla comunità virtuale la sua lotta contro il linfoma di Hogdkin, dalla diagnosi fino al buon esito dei trattamenti subiti. “Colpisce i giovani e andava raccontata di persona”. “Non sai mai quanto sei forte finché…”

27 novembre 2014

Silvia Cannata prima della malattia
Tumore, Silvia Cannata 3

CATANIA - Per mesi ha documentato su Facebook la sua personale lotta contro un brutto linfoma al mediastino (o di Hodgkin). Lo ha fatto aggiornando tutti sulla sua difficile terapia ("Chemio ad alte dosi oggi, vita ad alte dosi domani!"), sempre dotata di grande ironia e ottimismo. Fino all'annuncio della vittoria definitiva contro il male: la pubblicazione della PET lo scorso 28 ottobre, dove l'ospedale di circolo di Busto Arsizio certifica la risposta positiva ai trattamenti effettuati. Sotto, una sua nota scritta a mano con pennarello rosa: "Sono guarita!".

Silvia Cannata, 30 anni, catanese ma trasferitasi cinque anni fa a Milano per un master e i primi lavori nel mondo del marketing della moda, subito dopo la laurea nell'università etnea in Scienze della comunicazione internazionale è stata seguita con affetto dalla sua piccola comunità di amici reali e virtuali sul popolare social network. Centinaia i like al momento della bella notizia che certifica la vittoria della giovane donna sul tumore. Le cellule tumorali sono oramai del tutto assenti, anche se Silvia, come tutti gli ammalati di cancro, dovrà periodicamente sottoporsi a controlli per i prossimi cinque anni.

La PET di Silvia
Tumore, Silvia Cannata 2

Silvia ha iniziato a star male nei primi mesi del 2014. La diagnosi è arrivata subito dopo la prima PET: linfoma al mediastino, un tumore annidatosi nello spazio compreso tra i due polmoni. Sei centimetri maligni, non asportabili, che le provocavano da tempo grande stanchezza, dimagrimento e tosse insistente. “Ho scelto di condividere sui social la mia storia – spiega Silvia Cannata- perché il linfoma di Hodgkin colpisce soprattutto i giovani dai 20 ai 30 anni. Doveva essere raccontato in modo giovane, da chi lo conosce de visu”.

Silvia percorre tutti i passaggi di cura, compresi i vari cicli di chemioterapia. Una chemio non standard, purtroppo. Le dosi per sconfiggere il suo linfoma devono per forza essere alte. È seguita dai genitori, dal fratello e dal fidanzato. Ma sin dall'inizio decide di non tenersi tutto dentro. Crede, anzi, che sia utile a sé stessa e agli altri, proclamare pubblicamente guerra al suo linfoma. Lo fa scrivendo su Facebook e postando le foto di alcune fasi chiave: gli esami clinici, i ricoveri, i capelli che cadono e qualche parrucca da provare in attesa che la sua bella chioma lunga ricresca. "Silvia-Tumore=10 a zero. Addio stronzetto!" ha poi scritto su Facebook, accompagnando il commento alla copia della tomoscintografia globale corporea.

Silvia in cerca di una parrucca
Tumore, Silvia Cannata 5

Qualche settimana prima, l'8 settembre, aveva scattato una foto al suo braccialetto clinico del reparto di oncologia. "Braccialetto villaggio vacanze alternativo: pernottamento, pensione completa con bevande ai pasti. Alcolici esclusi. Terapie farmacologiche incluse! Le mie vacanze sono state un vero affare!".

Una battaglia vinta. tutta racchiusa in uno status che Silvia ha pubblicato lo scorso 8 luglio: "Non sai mai quanto sei forte... finché essere forte è l'unica scelta che hai".

Silvia è riuscita a trasformare la malattia e la sua battaglia a viso aperto in una opportunità: “Ho scoperto la mia forza giorno per giorno. E questa scoperta mi ha dato l'energia di lottare e di prendere sempre tutto con il sorriso. Noi siamo la più grande risorsa di noi stessi”. (Rosa Maria Di Natale)

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