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31/05/2016

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Continuano gli arrivi via mare verso l’Italia: 18 vittime negli ultimi 10 giorni

Sono circa 5.100 i profughi soccorsi negli ultimi 10 giorni dalle navi che pattugliano le acque del Canale di Sicila nel quadro dell’operazione Triton e della missione Mare Nostrum. Arrivano prevalentemente dall’Africa Sub-Sahariana

28 novembre 2014

ROMA - Non conoscono soste i viaggi della speranza dalla coste dell’Africa verso la Sicilia. Un’odissea che in moltissimi casi equivale a morte e disperazione. Sono circa 5.100 i profughi soccorsi negli ultimi 10 giorni dalle navi che pattugliano le acque del Canale di Sicilia nel quadro dell’operazione Triton e della missione Mare Nostrum, ancora attiva fino alla fine dell’anno con il nome “Dispositivo di Sorveglianza e di Sicurezza Marittima”. E ancora una volta, purtroppo, si registrano delle vittime: secondo le informazioni raccolte dai team Oim presenti sui luoghi di sbarco, sarebbero 18 i migranti che avrebbero trovato la morte in mare in questo periodo.

Augusta e Porto Empedocle hanno accolto rispettivamente 320 e 182 persone, mentre alcuni giorni fa un altro sbarco è stato registrato anche in Grecia, dove un’imbarcazione con circa 700 migranti a bordo è stata scortata vero il porto di Creta da una fregata della Marina Militare greca.
Sono prevalentemente originari dell’Africa Sub-Sahariana i migranti soccorsi e portati in Italia in questi giorni. Gambia, Mali, Senegal, Nigeria e Ghana, paesi diversi ma accumunati da un unico dramma. Lo sbarco più numeroso ha avuto luogo a Taranto, dove la nave della Marina Militare italiana San Giorgio ha portato 913 migranti, tutti partiti dalla Libia e soccorsi in differenti operazioni effettuate nel Canale di Sicilia. In questo caso sei le persone disperse.

Altri 94 migranti, sopravvissuti a un naufragio, sono stati portati ad Augusta domenica scorsa dal Mercantile panamense Eviacement. “Si tratta di Sub-Sahariani partiti da Tripoli - racconta il Capo Missione dell’Oim in Italia, Federico Soda. - Hanno raccontato di essere stati costretti dai trafficanti a salire a bordo di un gommone fatiscente. Dopo alcune ore hanno cominciato a imbarcare acqua e, quando sono arrivati i soccorritori, 12 persone erano già cadute in mare e affogate”.
Tra i soccorsi di questi ultimi giorni vanno inclusi anche 575 siriani, che, secondo quanto riportato allo staff Oim, sono partiti dal porto di Mersin, in Turchia.
“E’ ancora difficile valutare quale impatto potrà avere la fine di Mare Nostrum sull’efficacia delle operazioni di ricerca e soccorso in mare - afferma Soda - ma siamo convinti che sia necessario che il Mediterraneo continui a essere pattugliato come fatto finora, sia in termini di mezzi sia geograficamente, per evitare che aumenti il numero di dispersi”.

La nuova operazione Triton, che ha il mandato di controllare i confini dell’Unione Europea, prevede interventi entro le 30 miglia marittime dalle coste italiane. Mare Nostrum aveva invece il fine specifico di effettuare operazioni di ricerca e soccorso, se necessario anche ben oltre le 30 miglia marittime. “Considerato che probabilmente gli arrivi via mare per il momento non diminuiranno, il rischio di naufragi resta ancora altissimo”, conclude Soda.

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Tag: Oim, Immigrati, Sbarchi

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