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#sportnoazzardo, in tre settimane adesioni dai campioni olimpionici

Lanciata dall'associazione Gruppo dello zuccherificio di Ravenna, la campagna chiede agli sportivi, professionisti e dilettanti, di non cedere la propria immagine alle sponsorizzazioni delle società che gestiscono il gioco d'azzardo

29 dicembre 2014

MILANO - Qualche campione ha già aderito, ma non del calcio. Lanciata da tre settimane, la campagna #sportnoazzardo ha convinto Jack Sintini, pallavolista e vincitore con la maglia della nazionale degli europei del 2005, Adriana Crisci, leggenda della ginnastica artistica italiana, Federica Lisi, ex pallavolista in A1 e A2 e moglie di Vigor Bovolenta, Rachid Berradi, olimpionico a Sidney 2000 come fondista e mezzofondista. "Chiediamo agli sportivi italiani di collaborare con noi  affinché non cedano la propria immagine regalando di fatto un vantaggio enorme alla pubblicità e contribuendo inconsciamente alla diffusione della dipendenza da gioco d’azzardo. -scrive nell'appello il Gruppo dello zuccherificio di Ravenna, l'associazione che ha lanciato la campagna-Una dipendenza già a livelli preoccupanti che, oltre ad annichilire la vita di chi ne è schiavo e della sua famiglia, favorisce l’arricchimento della criminalità organizzata". Alla campagna stanno aderendo anche squadre dilettantistiche di sport diversi. "L'idea della campagna ci è nata perché alcuni di noi sono anche allenatori e si sono resi conto che molti dei ragazzini che seguiamo spendono soldi nelle agenzie di scommesse", spiega Massimo Manzoli, del Gruppo dello zuccherificio.

BOXNon sarà facile smuovere il mondo dello sport, visto che le sponsorizzazioni delle società che gestiscono il gioco d'azzardo sono ingenti nel settore. Anche se non mancano le eccezioni, come la Sampdoria che a giugno ha rinunciato allo sponsor. "Rivolgiamo l’appello agli sportivi perché, grazie alle loro capacità atletiche e alla passione per lo sport, sono seguiti e stimati come modelli, specialmente dalle generazioni più giovani -continua l'appello del Gruppo dello Zuccherificio-. Questa stima spesso va oltre l’apprezzamento sul campo di gara, riversandosi sui comportamenti, sulle scelte e sulle opinioni espresse, anche se non direttamente legate alla loro professione. Non intendiamo porre in cattiva luce persone che riteniamo meritevoli di rispetto per altre iniziative personali e per le proprie carriere professionali, ma chiediamo di tenere in considerazione le conseguenze negative che possono derivare da 30 semplici secondi di spot, registrati in poche ore e passati in onda centinaia di volte al giorno. 30 lunghissimi secondi in grado di annullare la battaglia di chi cerca di limitare il gioco d’azzardo a quello che dovrebbe essere: un gioco". Per aderire all’appello basta scrivere a gruppodellozuccherificio@gmail.com oppure su Facebook “Gruppo dello zuccherificio”. (dp)

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Tag: #sportnoazzardo, gioco d'azzardo

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