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Coppia croata senzatetto trova rifugio in Italia nella stazione di confine

Succede alla stazione Nord di Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia. Sono marito e moglie, 60 anni, fuggiti dalla profonda crisi del paese. Sono i nuovi poveri che si sommano alle famiglie italiane del territorio già in difficoltà

07 gennaio 2015

- Gorizia - Da giorni vivono attorno alla stazione Nord di Ronchi dei Legionari, abitato di circa 12 mila persone in provincia di Gorizia. Sono marito e moglie, due croati sessantenni che dal vicino Paese slavo attanagliato da una profondissima crisi economica e lavorativa (anche i cinesi stanno da tempo abbandonando le principali città, come Zagabria, trasferendo le loro attività produttive e commerciali in Polonia e Ungheria) sono fuggiti in Italia in cerca di una sorte migliore. Lui ha perso il lavoro in Croazia e, da allora, la loro vita è peggiorata inesorabilmente, mentre i loro pochi risparmi scemavano giorno dopo giorno. Durante le feste natalizie sono stati “avvistati” in stazione, con qualche busta di plastica in mano contenente gli ultimi effetti personali: ma nessuno sa ancora i loro nomi, né l’esatto luogo di provenienza.

Stazione Nord di Ronchi dei Legionari, in provincia di Gorizia

L’assessore alla Sicurezza sociale del comune di Ronchi, Enrico Masarà, dice infatti di essere stato avvertito solo ieri della loro presenza da un giornalista locale che li aveva avvicinati. "Non ne ero a conoscenza e, stamattina, mi sono recato per due volte alla stazione, ma non li ho trovati. Potrebbero essersi spostati", afferma Masarà, "magari sono già stati presi in carico dai nostri servizi per i 'bassa soglia' dell’ambito dei comuni del Basso Isontino (Ronchi dei Legionari, Doberdò del Lago, Monfalcone, San Canzian d’Isonzo, San Pier d’Isonzo, Fogliano-Redipuglia, Staranzano, Grado e Turriaco, ndr). Ho comunque già chiesto ai nostri servizi sociali comunali di rintracciarli e di tenermi informato sulla vicenda. Questa sera, quando torneranno per dormire, mi recherò ancora alla stazione Nord per conoscerli e provare a capire meglio la situazione". Anche il parroco di San Lorenzo, Renzo Boscarol, sarà questa sera alla stazione per incontrarli e parlare con loro. "Alla sera i senza dimora rientrano nella sala d’aspetto della stazione di Ronchi, là non c’è solo questa coppia di croati", spiega il sacerdote. Le reazione dei cittadini nei confronti di queste persone sono diverse: qualcuno li tollera, pochissimi li aiutano, altri protestano e li vogliono subito buttati fuori da una stazione dove i servizi igienico sanitari non ci sono neanche per i normali pendolari: la stampa locale riporta, infatti, che la stazione Nord di Ronchi “offre” a tutti solo servizi igienici chiusi e inagibili da tempo.

A Ronchi dei Legionari i numeri dei senza dimora e di persone con una casa ma senza lavoro che si rivolgono alla Caritas per avere un pasto o qualche altro bene necessario sono in aumento. Secondo i dati della stessa Caritas proprio i senza dimora erano una trentina alla fine del 2010 e oggi hanno superato il centinaio. "La crisi economica è pesante e diverse famiglie italiane non ce la fanno a tirare avanti, non riescono a pagare gli affitti e le bollette", aggiunge l’assessore Masarà. "L’ultimo duro colpo subito dal nostro territorio", continua Masarà, "è la chiusura, confermata, della storica azienda del freddo 'Detroit Refrigeration', che ha messo in cassa integrazione 124 dipendenti e che smantellerà l’impianto produttivo di Ronchi entro giugno". Altri disoccupati, altre famiglie in sofferenza mentre arrivano anche i nuovi poveri d’oltreconfine. (Paolo Giovannelli) 

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Tag: Crisi, Senza dimora

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