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Kenya, legge antiterrorismo: ora ci sono 450 mila rifugiati di troppo

Il Security Amendment Act, appena approvato, prevede un limite massimo di 150 mila persone accolte, mentre oggi sono 600 mila, tra cui moltissimi rifugiati dalla Somalia. Preoccupate le organizzazioni per la tutela dei diritti umani

18 gennaio 2015

In esclusiva da News from Africa

NAIROBI – Il Security Amendment Act, approvato da poco, ha suscitato un grosso scontento fra le organizzazioni del Kenya a tutela dei diritti umani, in quanto prevede una limitazione del numero di rifugiati ammessi nel paese. Secondo la nuova legge infatti il limite massimo permesso sarebbe di 150 mila rifugiati, mentre oggi – secondo l’Alto commissariato Onu per i rifugiati – nel paese sono ospitate 600 mila persone compresi rifugiati politici.

Le organizzazioni temono che se il numero verrà limitato a 150 mila moltissimi verranno rispediti di forza nei loro paesi, azione che violerebbe le leggi internazionali sul diritto di asilo. Queste preoccupazioni sono state alimentate da un'approvazione della legge avvenuta in fretta e furia e in circostanze controverse. Il Security Amendment Act è infatti passato il 18 dicembre fra aspre polemiche alle quali è seguita addirittura una rissa fra parlamentari. Dalla prima stesura all'entrata in vigore in Parlamento sono passate meno di due settimane. Il progetto di legge è stato steso in seguito ai frequenti attacchi da parte di Al-Shabaab, ala somala di Al-Quaeda.

“Abbiamo appreso che i profughi, quelli somali in particolare, sono stati presi di mira per via dei collegamenti fra rifugiati, terrorismo ed operazioni di sicurezza condotte dalle forze keniane in Somalia. Siamo preoccupati su chi verrà rispedito a casa per primo”, ha spiegato Michelle Kagari, vicedirettore di Amnesty International in Africa orientale.

Il commissariato Onu prevede che entro il 2015 i profughi e i rifugiati politici dalla Somalia saranno quasi il 70% degli immigrati in Kenya. Per questo da quando la legge è passata la comunità somala del Kenya è molto allarmata. “Pensavamo di poter essere al sicuro qui, ma sta diventando un inferno peggiore di quello che abbiamo lasciato”, dice lo sceicco Mohamed Abdi, autorità religiosa residente a Dadaab, il centro profughi più grande in Kenya, che ospita quasi unicamente rifugiati somali.

Non è la prima volta che i Somali vengono presi di mira: nell'aprile 2014 migliaia di essi sono stati catturati a Nairobi e trattenuti nello stadio Kasarani nel corso di un operazione antiterroristica. Ma nonostante le critiche alla nuova legge, il governo continua a difenderla. Il procuratore generale Githu Muigai ha detto che la legge è destinata allo sradicamento del terrorismo in Kenya: “Il nostro paese ha subito plurimi attacchi, motivo per cui abbiamo inviato l'esercito in Somalia. La legge serve per autorizzare le forze di sicurezza ad agire contro chi costituisce una minaccia per i keniani. La difesa è la questione più importante”.

Le organizzazioni di tutela hanno però puntualizzato che il governo deve combattere il terrorismo e rispettare i diritti umani allo stesso tempo.

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