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Polizia francese violenta contro i migranti. La denuncia di Human right watch

Izza Leghtas, ricercatrice dell’Ong, riporta i risultati delle interviste a 44 migranti a Calais: "Diciannove persone, di cui due bambini, hanno dichiarato che la polizia li ha maltrattati. 8 hanno avuto delle membra fratturate o altre lesioni visibili. 21, di cui due bambini, hanno detto che la polizia li ha inondati di gas lacrimogeno"

20 gennaio 2015

ROMA - Human right watch denuncia le violenze della polizia francese nei confronti dei migranti senza dimora, compresi donne e bambini, che si trovano a Calais in attesa di trovare il modo di andare verso la Gran Bretagna.

Quarantaquattro le persone intervistate da Izza Leghtas, ricercatrice dell’Ong che racconta al giornale francese Libération: “Diciannove persone, di cui due bambini, hanno dichiarato che la polizia li ha maltrattati. Otto hanno avuto delle membra fratturate o altre lesioni visibili. Ventuno, di cui due bambini, hanno detto che la polizia li ha inondati di gas lacrimogeno”.
Il prefetto di Pas-de-Calais, Denis Robin, ha reagito dichiarando a France Info che riconosce “Il numero significativo di infortuni” ma assicura che “la prima causa sono i conflitti violenti tra contrabbandieri, tra nazionalità” e che la seconda è dovuta “ai migranti che si feriscono nel tentativo di raggiungere la Gran Bretagna”. Il prefetto ha avvalorato la sua tesi puntando sulla mancanza di denunce ufficiali, senza però parlare di quanto sia difficile per un immigrato irregolare sporgerla.

Ma a Calais le violenze da parte della polizia nei confronti dei migranti hanno radici antiche e vengono denunciate dal 1999. Nel 2008 era uscito un report redatto da due universitari, Karen Akoka e Olivier Clochard, per la Coordinazione francese sul diritto d’asilo che le documentava in maniera accurata: botte, rifugi distrutti, coperte impregnate di gas lacrimogeno e caccia all’uomo. Nel 2011 è uscito un ulteriore rapporto di denuncia, redatto dagli attivisti di No border indirizzato ai Difensori dei diritti.
Nonostante ciò le violenze non sono cessate, oggi “sono meno flagranti, ma continuano. Prima venivano perpetrate a viso aperto, beffandosi di tutti”, spiega Christian Salomé dell’associzione L’auberge des migrants di Calais. “Dal report dei No border qualcosa è cambiato. Adesso succede al riparo degli sguardi indiscreti”, dichiara.

E proprio alla luce di questi fatti la Human right watch chiede al governo francese di agire per bloccare le violenze, agendo anche perché “si intensifichino gli sforzi per fare in modo che tutti i richiedenti asilo siano alloggiati senza ritardi, come prevede la legislazione europea” dal momento che un gran numero di loro è costretto a vivere in rifugi di fortuna, con un solo pasto al giorno e con scarso accesso ai servizi igienici. (hélène d’angelo)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Calais, Violenza, Richiedenti asilo, Immigrati

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