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Vibetunes, l’app che permette ai sordi di "ascoltare" la musica

L’applicazione trasforma le canzoni e le melodie in vibrazioni che si alternano in base alle note, alla frequenza e alla loro combinazione. La prima musica contenuta nella playlist dell’app è la nona sinfonia di Beethoven

01 febbraio 2015

BOLOGNA - Il suono di una sinfonia trasformato in vibrazione grazie a un app, Vibetunes, che consente ai sordi di “ascoltare” la musica sul proprio smartphone. L’idea di realizzare quest’applicazione è venuta agli organizzatori del Festival internazionale di musica classica e sinfonica di Cartagena, in Colombia. All’inizio cercavano un modo per permettere anche alle persone sorde di poter seguire dal vivo un concerto percependo la musica dell’orchestra. Ma mentre immaginavano come realizzare un “concerto inclusivo” nelle loro menti si è insinuata un’altra domanda: “Perché dover ascoltare la musica solo un giorno e non anche tutti i giorni?”. Così è nata l’idea di servirsi della tecnologia per creare un’app che potesse riempire di musica la giornata di una persona sorda. Grazie all’aiuto dell’agenzia Y&R hanno creato Vibetunes, un’applicazione scaricabile solo per il sistema operativo Android. Secondo i dati dell’organizzazione mondiale della sanità il 5 per cento della popolazione mondiale, 360 milioni in termini assoluti, è sorda o ha problemi legati all’udito.

Ma come funziona quest’app? Una volta scaricata sul proprio smartphone basta aprire l’applicazione e far partire la musica. A questo punto l’app trasforma le frequenze e le battute di una canzone in vibrazioni che vengono trasmesse permetteranno di individuare le note, il ritmo e le loro combinazioni. In questo modo si dà la possibilità a una persona sorda, tramite la percezione tattile, di “ascoltare” il battere e il levare del tempo e la complessità di una melodia o di un pezzo strumentale. La prima musica che si trova già scaricata all’interno della playlist è la nona sinfonia di Beethoven. Vibetunes può riprodurre canzoni di qualsiasi artista e genere. Non mancano piccoli miglioramenti da fare, come la qualità della “traduzione” dei vari passaggi dal sonoro al tattile ma di certo quest’applicazione dimostra quanto la tecnologia sia sempre più utile per abbattere barriere e facilitare la vita di un disabile. In futuro non è detto che anche altri festival possano usare un’app simile per realizzare “concerti inclusivi”, perché come dicono a Cartagena “la musica è per tutti”. (Dino Collazzo)

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Tag: Disabilità, sordi, app

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