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Tirocinio in un ostello di Barcellona per 24 ragazzi con sindrome Down

Il progetto “Fuga di braccia e di cervelli” è stato realizzato dall’Aipd e finanziato dal programma europeo “Erasmus Plus”. In due anni gruppi di 4 tirocinanti per volta lavoreranno per tre settimane nell’Inout Hostel gestito da ragazzi con disabilità intellettiva che faranno da tutor

02 febbraio 2015

BOLOGNA – Si chiama “Fuga di braccia e di cervelli” ed è il progetto che consente ai ragazzi con la sindrome di Down di fare un’esperienza lavorativa a Barcellona per tre settimane. Quattro ragazzi, accompagnati da due educatori, lavoreranno in un ostello gestito da persone con disabilità intellettive. Durante la loro permanenza si occuperanno delle pulizie delle camere, del giardino e di apparecchiare (e riordinare) i tavoli del ristorante. Un’esperienza che ha lo scopo di spingere i ragazzi verso l’indipendenza e l’inserimento nel mondo del lavoro. Il progetto, realizzato dall’Aipd (Asssociazione italiana persone Down) e finanziato dal programma europeo “Erasmus Plus”, è partito a novembre del 2014 e si concluderà alla fine del 2016. Il tirocinio coinvolgerà, in due anni, 24 ragazzi provenienti da 12 diverse sezioni dell’Aipd, che svolgeranno la loro formazione nell’Inout Hostel gestito dall’associazione Icaria Initiatives Socials, che è partner del progetto. “I ragazzi che sono stati selezionati per partecipare ai tirocini formativi hanno un’età compresa tra i 18 e i 28 anni – dice Carlotta Leonori, educatrice e responsabile del progetto – sono persone abbastanza autonome e hanno già fatto vacanze senza la famiglia”. Una volta arrivati in ostello i 4 tirocinanti avranno come tutor gli stessi ragazzi disabili che gli insegneranno come muoversi tra i tavoli, sistemare le camere e come tenere in ordine e pulito l’ostello. Nelle 3 settimane i ragazzi dovranno imparare a diventare autonomi nelle loro mansioni e a lavorare in squadra svolgendo ognuno il proprio compito. “La prima settimana sarà di vera e propria formazione – continua Leonori –. Ai ragazzi verranno spiegati i compiti e saranno seguiti nei loro primi passi sia dai loro tutor che dagli educatori che li hanno accompagnati.

L’obiettivo è far sì che i ragazzi, alla terza settimana, siano in grado di svolgere i loro compiti e si siano integrati con i loro colleghi spagnoli”. Una formazione alla pari che consente ai ragazzi di aiutarsi tra loro e crescere insieme non solo dal punto di vista lavorativo ma anche culturale. “Lavoreranno 5 o 6 giorni alla settimana per 7 ore – spiega Leonori –. Il resto del tempo lo trascorrono esplorando Barcellona e visitando le sue bellezze”. Musei, mostre sono i luoghi in cui i ragazzi si muoveranno durante il loro tempo libero, accompagnati dai loro educatori. Una scoperta e uno scambio che gli permette di accrescere la loro esperienza e di arricchirsi. In quello che è lo spirito del programma Erasmus. “Grazie agli 80 mila euro del progetto riusciamo a garantire ai 24 ragazzi vitto, alloggio, un corso di preparazione linguistica, prima e durante il tirocinio, e la possibilità di visitare la città – conclude –. Per ora siamo riusciti a trovare un aggancio lavorativo solo con la Spagna, dove esiste quest’ostello, ma stiamo cercando anche altre realtà per poter allargare l’offerte e la possibilità di fare degli scambi”. (Dino Collazzo) 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Erasmus plus

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