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Povertà, la Caritas garantisce micro-prestiti per le famiglie “non bancabili”

Il servizio operativo a Palermo in un mese ha avuto già 30 richieste. Grazie a una convenzione con la regione, la banca eroga crediti garantiti da un fondo etico. Rata media mensile di 132 euro per 5 anni al massimo.Domanda da pensionati, dipendenti pubblici, poliziotti e insegnanti

08 febbraio 2015

PALERMO - Un servizio di sostegno alle famiglie in difficoltà economica per accedere a piccoli prestiti utili al pagamento di spese essenziali per la casa, l’affitto, gli studi dei figli e persino per le cure mediche. È operativa alla Caritas diocesana di Palermo l’attività di intermediazione per l’accesso al microcredito, che prevede l’erogazione di prestiti da 1.000 a 7.000 euro, a tassi agevolati, destinati a nuclei familiari e piccole imprese con problemi economici, garantiti da un fondo regionale etico creato ad hoc e gestiti dalle filiali Unicredit e da alcune banche del credito cooperativo.

La Caritas diocesana ha stipulato una convenzione, infatti, con l’assessorato regionale all’Economia, che gestisce il fondo etico, per attivare un servizio di consulenza e supporto, assolutamente gratuito, per la presentazione delle richieste di microcredito alle banche. Per accedere al microcredito occorre però avere dei requisiti iniziali di idoneità. Sebbene siano piccole somme, si tratta pur sempre di un prestito da estinguere, cioè da restituire nel tempo, ma con tassi bassi e agevolati (rata media di 132 euro al mese estinguibili fino a un massimo 5 anni). Il richiedente deve risiedere in Sicilia, avere un lavoro stabile o che presenti carattere di stabilità (contratti a tempo determinato ma rinnovati periodicamente per fare un esempio), un reddito che non superi i 18 mila euro l’anno. Ma possono accedere al prestito anche le imprese a conduzione familiare in crisi, ma in attività da almeno un anno.

“Si tratta di un aiuto fondamentale per quelle famiglie che, in seria difficoltà economica, sono definite non bancabili, cioè che, per vari motivi, non hanno la possibilità di accedere alle forme classiche di finanziamento bancario – spiega Francesco Montalbano, responsabile al Microcredito e al prestito della speranza alla Caritas - Si tratta di persone che hanno già una posizione lavorativa più o meno stabile ma che hanno bisogno di piccole somme per sostenere spese necessarie al benessere della famiglia, come il pagamento dell’affitto per chi ha uno sfratto esecutivo, le cure mediche oppure ancora le tasse universitarie per garantire gli studi ai propri figli”. “In un mese abbiamo già ricevuto più di 30 richieste – dice Montalbano -. Ovviamente non tutte, purtroppo, avevano i requisiti per l’accesso, come nel caso di chi è disoccupato o svolge lavoretti in nero. Attualmente abbiamo avviato 5 pratiche, che speriamo vadano a buon fine”.

“La Caritas di Palermo ha deciso di impegnarsi in questo delicato servizio – afferma p. Sergio Mattaliano, direttore della Caritas di Palermo –, per mettersi a sostegno delle famiglie che, non solo sono in difficoltà economiche, ma non riescono più ad uscire fuori da un sistema che a poco a poco tende a schiacciarle. Naturalmente il piccolo sostegno economico che chiedono nella gran parte dei casi serve per aiutare i figli negli studi o per fare fronte a bisogni più strettamente sanitari. In alcuni casi c’è chi vuole investire questa piccola somma nell’apertura di piccole attività a conduzione familiare. Il microcredito può considerasi una forma efficace di accompagnamento che non è certamente un’elargizione di soldi a fondo perduto oppure un atto di carità ma sono cifre che devono rientrare secondo le modalità previste dalla legge”.

“In generale – sottolinea ancora Francesco Montalbano -, è una misura di sostegno verso quella fascia di popolazione che, pur avendo un reddito stabile, a causa della crisi, non riesce da sola a far fronte a tutte le spese necessarie alla fine del mese. I cosiddetti “nuovi poveri”, se così vogliamo definirli. Ad accedere al microcredito sono soprattutto pensionati, dipendenti pubblici, poliziotti, insegnanti. È questo il classico profilo del richiedente. Famiglie, per lo più monoreddito, che hanno necessità di avere un sostegno, anche piccolo, per raggiungere un livello essenziale di benessere. Non dimentichiamo, infine, che si tratta anche di uno strumento antiusura, perché chi non riesce a rivolgersi alle banche ha più possibilità di finire nella morsa degli usurai”. (set)

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Tag: chiesa, famiglie, Caritas, Banca, Caritas Palermo, Povertà assoluta, microcredito

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