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Lotta al doping e sport nelle scuole, ecco la nuova legge toscana

La vicepresidente della Regione Stefania Saccardi: “Mettiamo ordine in tutta la disciplina precedente. Rafforzati gli aspetti educativi, sociali e salutistici legati alla pratica sportiva”

11 febbraio 2015

FIRENZE – Riunire in un'unica normativa regionale le leggi in materia di sport attualmente vigenti,  arricchire le finalità e gli obiettivi che stanno alla base del concetto di attività sportiva, maggiormente declinato negli aspetti sociali, salutistici ed etici, incentivare l'attività fisica all'interno dei percorsi scolastici. Sono questi alcuni dei punti più importanti della nuova legge regionale toscana sullo sport che è stata approvata ieri pomeriggio in Consiglio regionale. "Mettiamo ordine in tutta la disciplina precedente – ha detto la vicepresidente Saccardi - ormai datata e rafforzato gli aspetti educativi, sociali e salutistici legati alla pratica sportiva. Ma anche quelli etici: siamo stati i primi in Italia a varare una Carta Etica, nel 2011, e ai principi in essa contenuti ci siamo ispirati per rielaborare la nuova legge". Un aspetto importante di quest'ultima è quello che riguarda l'affidamento e la gestione degli impianti pubblici. "Che restano nella disponibilità dei comuni – ha proseguito – i quali però dovranno attenersi a determinati criteri dandoli in affidamento. Un elemento nuovo riguarda il radicamento territoriale delle società affidatarie". La nuova legge, ha concluso Saccardi, "è il risultato di un lavoro prezioso, compreso da tutto il Consiglio e coordinato sapientemente dal consigliere Parrini che rende lo sport un obiettivo comune a tutte le forze politiche".

Semplificazione delle procedure, accorpamento delle discipline normative, estensione del concetto di attività sportiva anche alle attività ludico-motorie-ricreative. Questi i punti chiave secondo Gianluca Parrini che poi si è soffermato in particolare sull'aspetto relativo alla valorizzazione degli impianti sportivi. "E' stata rivista in modo radicale la disciplina precedente – ha spiegato – e, nel rispetto dell'autonomia regolamentare dei comuni, che dovranno stabilire i criteri di affidamento in gestione, sono stati individuati alcuni concetti per far sì che l'entità e la durata dell'affidamento siano commisurati agli interventi di miglioramento degli impianti stessi, che gli affidatari si impegneranno a fare".

Tra le finalità, contenute nell'articolo 1, il contrasto al doping, la valorizzazione del talento agonistico, l'educazione fisica diffusa nelle scuole di ogni ordine e grado, l'attuazione delle politiche comunitarie in materia sportiva, la valorizzazione delle tradizioni sportive locali e del volontariato. L'articolo 3 dà una definizione di attività sportiva e, per la prima volta, anche di attività ludico-motoria-ricreativa mentre quello successivo indica come, attraverso lo strumento attuativo della legge, il Piano regionale per lo sport, debbano essere definiti gli indirizzi per il raccordo con la programmazione locale, per gli investimenti di mantenimento e miglioramento di impianti e attrezzature e per la loro accessibilità e sostenibilità, per il sostegno a manifestazioni e progetti regionali.

 

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Tag: Toscana, Doping, Sport, scuola

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