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Ue, in 5 paesi il 70% dei richiedenti asilo. "Serve un sistema di quote"

La proposta giunta dall'europarlamentare svedese Cecilia Wikström, durante il vertice Ue dei capi di Stato a Bruxelles. "Ci sono Paesi come l'Estonia che ha ricevuto solo dieci richiedenti asilo, la Croazia e la Lettonia trentacinque". Ecco come funzionerebbe il sistema di distribuzione

13 febbraio 2015

BRUXELLES - Un sistema europeo di quote per poter distribuire i richiedenti asilo tra tutti gli Stati Membri dell'Unione europea. Questa la proposta giunta dall'europarlamentare svedese, Cecilia Wikström, durante il Vertice Ue dei capi di Stato a Bruxelles.
La liberale Wikström ha indicato che "cinque Stati Membri dell'Ue su 28 hanno accolto nel 2013 ben il 70 per cento dei richiedenti asilo, mentre ci sono Paesi come l'Estonia che ne ha ricevuti dieci, la Croazia e la Lettonia trentacinque". Inoltre la Wikström ha segnalato che sono 2 milioni i rifugiati siriani che vivono in campi profughi in Libano, Turchia, Giordania e Georgia dove l'accesso alle cure mediche è scarso. "Solo il 2 per cento dei siriani - ha segnalato Wilkström - approda in Europa tentando viaggi della speranza su imbarcazioni di fortuna. Nel 2014 Germania e Svezia ne hanno accolti 26 mila ciascuno. Nel 2015 è tristissimo che non ci siano ancora vie legali chiare per i rifugiati per essere in grado di raggiungere l'Europa e chiedere asilo".

- Ma come funzionerebbe il sistema europeo di quote? "Si possono distribuire i richiedenti asilo tra gli Stati membri in base alla popolazione, al prodotto nazionale lordo (Pnl) e altri fattori rilevanti. Tuttavia, deve essere un sistema flessibile che tenga conto delle situazioni individuali e familiari".
L'eurodeputata si è concentrata su quegli Stati che non sono toccati dai migranti. "Oggi ci sono 15 Paesi Membri che non ricevono alcuna quota di rifugiati. Se dividessimo le quote tra tutti i 28 Stati potremmo evitare che almeno 100 mila persone si imbarchino in pericolose imbarcazioni nel Mediterraneo e potremmo offrirgli ospitalità in Europa".

Intanto a Bruxelles in occasione del Consiglio europeo, il primo ministro italiano, Matteo Renzi, è tornato a ripetere che il problema da affrontare "non è Triton o Mare Nostrum". Renzi ha indicato che si deve intervenire per fermare la disperata fuga dei migranti e prevenire le stragi. "Non hanno senso - ha detto Renzi - le polemiche e le strumentalizzazioni di alcune forze politiche delle ultime ore". Per evitare che il Mediterraneo "diventi un cimitero" occorre risolvere il problema della Libia.

Il coro di voci è unanime. L'operazione Triton è insufficiente ed è necessario prendere provvedimenti immediati. All'appello di Martin Schulz, che ha chiesto un Mare Nostrum europeo, è seguito quello del vice-presidente della Commissione europea Frans Timmermans:"Sto invitando tutti gli Stati membri a collaborare con la Commissione per trovare soluzioni complete per gestire meglio la migrazione. Dobbiamo lavorare tutti uniti. C'è bisogno di più cooperazione a tutti i livelli più solidarietà e una maggiore condivisione delle responsabilità. Il nostro approccio deve essere globale e soprattutto molto più efficace. Occorre la collaborazione dei Paesi Ue, ma anche di quelli di origine e transito".

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Tag: Cecilia Wikström, Europa, Rifugiati, Richiedenti asilo, Immigrati

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